Notte dell’Europa

La notte è sinonimo di inquietudine

 

notte dell'Europa
Notte dell’Europa

 

Le parole “notte dei tempi” portano alla mente i fatti e gli avvenimenti passati alla storia, in epoca remota. Sono momenti ed eventi talmente lontani da essere considerati fuori dalla luce della conoscenza più completa e diretta. La notte oscura è indecifrabile nell’immediato.

Tuttavia, non è solo un caso di carattere temporale.

La notte è sinonimo di inquietudine, di mancanza di chiarezza, di sotterfugio. Di notte succedono fatti non controllabili, si realizzano opere indegne, disoneste, malvage.

Ognuno può affermare di avere vissuto periodi della propria vita definibili come la propria notte.

La “notte della Repubblica” è il compendio di ciò che è accaduto in Italia, negli anni bui del terrorismo. Queste parole sono state il titolo di una nota trasmissione televisiva, condotta da Sergio Zavoli, in onda sul secondo canale Rai dal dicembre 1989 all’aprile 1990. Rappresentano un serio esempio di partenza, per ragionare sui fatti complessi che anche oggi vediamo.

Allo stesso modo, com’è esistita una notte dell’Italia, esiste attualmente una “notte dell’Europa”.

Per la verità, l’Europa ha vissuto molte notti, lungo i secoli, notti oscure e tremende. Guerre, persecuzioni, inquisizioni, rivolte, rivoluzioni, carestie e pestilenze, crisi economiche. Sono stati tempi duri, orribili per coloro che li hanno vissuti sulla propria pelle.

Dopo la notte ritorna l’alba, il ciclo si ripete con la certezza che presto o tardi saremo di nuovo circondati dal buio.

Ma quando? Non si può sapere con precisione. E’ però possibile osservare un numero variabile di indizi, che possono aiutarci a comprendere la direzione degli eventi. E’ possibile teorizzare la concretizzazione di specifici avvenimenti.

Si può considerare subito la crisi economica, la solita noiosa questione, già. Si parla poco e male della crisi economica, poiché non interessa alle alte sfere, alle dirigenze della Nazione. Per la politica è noioso parlare dei disoccupati, delle aziende chiuse, dei poveri.

Per la politica è molto più interessante parlare di sé stessa, di voti, di elettorato a favore.

In questa sua attuale notte, l’Europa ha seri problemi politici e sociali. L’immigrazione, affrontata come “fenomeno” temporaneo e non come realtà inderogabile. Sui giornali e in televisione è sempre in primo piano.

Ma l’Europa è anche in guerra. Non tutta, non tutti i suoi stati membri sono in guerra, ma il risultato è considerevole ugualmente.

L’Europa è in guerra contro il terrorismo. Ma non c’è la mobilitazione generale, non si costituiscono reggimenti su reggimenti, non ci sono truppe in movimento. Non è una guerra come le precedenti.

Allora cosa succede? Apparentemente nulla, si aspettano le mosse degli avversari. E’ un “risiko” passivo.

Il terrorismo mondiale è il nuovo caratteristico tema della notte europea. Il terrorismo è la nuova insidia, che si aggiunge a tutti gli altri problemi, o per meglio dire guai, che dipingono l’attuale notte dell’Europa.

Che faccia ha il terrorismo che insidia adesso l’Europa? Per conoscere questo volto è sufficiente guardare un telegiornale.

I terroristi sono dei fantasmi quando si spostano, diventano degli zombie sanguinari quando agiscono.

Prendono di mira l’Europa a causa

  • Della politica estera di taluni Stati dell’Unione
  • Delle sue radici cristiane
  • Della loro volontà di sovvertire lo stato delle cose, usando il metodo del terrore.

La situazione è comprensibilmente molto complessa, tragica. In televisione passano a rotazione numerosi esperti, analisti, studiosi per interpretare i fatti.

Per dovere di cronaca e per smorzare i toni, compaiono anche esponenti delle diverse comunità islamiche in Europa, sono chiamati a dissociarsi nettamente dai loro correligionari.

Terrorismo e immigrazione potrebbero essere correlati e intrecciati, secondo modalità che solo i Servizi Segreti potrebbero descrivere nel modo migliore.

Si può dire, senza retorica, che la vita ordinaria sia cambiata e che continua a cambiare. Tutto è dentro ad un fluido movimento, però non prevedibile.

Il valore della vita è di nuovo messo in discussione.

Mentre i politici chiacchierano, come sempre.

L’Europa ha bisogno di molto coraggio per affrontare questa sua nuova tremenda notte.

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