4 Novembre

Festa delle Forze Armate e dell’Unità d’Italia

 

4 Novembre
Celebrazione

 

 

Un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente.

Indro Montanelli

 

Il 4 Novembre di ogni anno si festeggiano le Forze Armate italiane e l’Unità Nazionale. E’ una festa che passa sempre in sordina perché considerata militarista, quindi politicamente e ideologicamente schierata. Il 4 novembre non si ferma nulla nel Paese, non ci sono solenni celebrazioni come per il 2 giugno (festa della Repubblica). Vista la sua grande carica storica ed emotiva, la data del 4 novembre dovrebbe ricevere ben altra considerazione, per esempio attualizzando la parata militare, che stona così tanto invece per la festa della Repubblica.

Il 4 Novembre è una data che semplicemente viene ignorata, confermando il profondo oblio in cui è finita la storia italiana e la sua tradizione.

La festa delle Forze Armate prende la memoria dalla vittoria nella Grande Guerra. Il 24 Ottobre 1918 iniziò la Battaglia di Vittorio Veneto, che portò le sorti della guerra definitivamente a favore dell’Italia.

Il giorno 3 Novembre 1918 fu firmato a Villa Giusti (presso Padova) l’armistizio da Pietro Badoglio per l’esercito italiano e dal generale Victor Weber von Webenau, per l’esercito austro-ungarico. L’accordo fissò alle ore 15 del giorno 4 Novembre 1918 la cessazione delle ostilità tra i due Paesi.

Con la Grande Guerra terminava ufficialmente il Risorgimento Italiano e si compiva, finalmente, l’Unità della Nazione.

La festa del 4 Novembre è stata istituita nel 1919. Il 18 novembre 1921 la salma del milite ignoto venne tumulata nell’Altare della Patria presso il Vittoriano a Roma, dopo un viaggio commovente partito da Udine, su un treno salutato ad ogni stazione da migliaia di persone.

Dal 1919 al 1976 la festa del 4 Novembre è rimasta attiva e celebrata come fosse domenica. Dal 1977 in poi, la politica soppresse la celebrazione per aggiungere un giorno di lavoro in più al calendario, considerata la crisi economica in atto in quel tempo.

Il 4 Novembre si celebra principalmente al sacrario di Redipuglia (Gorizia), dove rappresentanze militari e di reduci vi si recano a rendere omaggio ai caduti della Grande Guerra, ma anche di tutte le altre guerre che hanno coinvolto il Paese. Si segnalano celebrazioni importanti anche nella cittadina di Vittorio Veneto, scenario dell’ultima e decisiva battaglia della Grande Guerra (dal 24 ottobre 1918 al termine delle ostilità).

Il Presidente della Repubblica, accompagnato da altre rappresentanze della politica e delle istituzioni, si reca all’Altare della Patria (il Vittoriano di Roma, monumento a Vittorio Emanuele II di Savoia, primo Re d’Italia) per “rendere omaggio” al milite ignoto.

La commemorazione del 4 Novembre rientra integralmente nelle celebrazioni dei cari defunti, che si tiene in tutta Italia per la festa dei Santi e dei Morti (1 e 2 novembre).

 

4 novembre
Memoria storica nazionale

 

Purtroppo, vista la perdita di interesse da parte del popolo italiano, la festa del 4 Novembre giace nel dimenticatoio di una coscienza collettiva ormai svuotata di coesione. Se l’unico modo per riunire il Popolo Italiano è la nazionale di calcio, in occasione delle partite internazionali, si capisce senza retorica quale sia la sostanza della Nazione.

Si diceva che il servizio militare avesse contribuito a integrare le varie parti d’Italia, ma anche quello è finito nell’antiquariato dei buoni propositi.

Gli italiani si distinguono all’estero per capacità e per essere ottimi lavoratori. In Patria, invece, si distinguono per essere non curanti della propria storia e della propria tradizione. Perdere la memoria storica equivale a perdere la propria identità, è come perdere il contatto con il proprio futuro.

Il Passato è una certezza, una concretezza, una realtà stabilita. Una scuola dalla quale non si prescinde perché, se non si conosce il Passato, non si capisce il Presente e non si può tentare di influenzare il Futuro coi sogni e le fantasie. E poi ogni oggetto sopravvissuto al Passato è prezioso perché porta in sé un’illusione di eternità. Perché rappresenta una vittoria sul Tempo che logora e appassisce e uccide, una sconfitta della Morte.” (Oriana Fallaci “La rabbia e l’orgoglio”, ed. Rizzoli, Milano, 2001, pag. 122)

 

Spot ufficiale per il 90° anniversario del 4 Novembre

 

 

 

Riferimenti

G. Pieropan “Storia della Grande Guerra sul fronte italiano” Ed. Mursia, Milano, 1988, pag. 780 e seg.

La Grande Guerra

La fine della Grande Guerra

La festa delle Forze Armate

 

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