Merda d’artista

Merda in scatola (“merda d’artista”)

L’opera dell’artista Piero Manzoni

merda d'artista
Il barattolo n. 26 di Merda d’Artista

 

Durante una delle serate di allenamento in palestra, Maurizio insegnante di storia dell’arte in pensione, ci ha raccontato la storia dell’artista Piero Manzoni (1933-1963) e della sua “trovata” artistica. Tra un esercizio e l’altro, abbiamo inevitabilmente riso.

I fatti.

Nel maggio 1961, questo autore preparò e sigillò novanta scatolette di latta, simili a quelle della carne conservata. Vi applicò sopra delle etichette con scritto “Merda d’artista”.

“Artist’s Shit. Contenuto netto gr.30. Conservata al naturale. Prodotta e inscatolata nel maggio 1961”.

Le scatolette sono state numerate e firmate dallo stesso artista, che le ha messe in vendita al prezzo corrispondente per grammo d’oro, in quel dato momento.

Ma cosa contengono veramente queste scatolette? Lo ha rivelato Agostino Bonalumi, amico di Piero Manzoni, al Corriere della sera:

«Posso tranquillamente asserire che si tratta di solo gesso. Qualcuno vuole constatarlo? Faccia pure. Non sarò certo io a rompere le scatole.»

(Corriere della Sera di lunedì 11 giugno 2007, pagina 30)

Piero Manzoni muore d’infarto all’età di ventinove anni, il 6 febbraio 1963.

piero manzoni
Piero Manzoni

 

Studiosi, artisti, personaggi di vario genere si sono spesi per analizzare e spiegare il significato di questa iniziativa artistica. Originalità, novità, genio, provocazione, ironia, volgarità sono solo alcuni dei termini usati per discutere di quest’opera.

Negli anni ’60 questa iniziativa ha riscosso un buon successo, ai giorni nostri forse sarebbe passata come una ridicola farsa. Rimane però da notare come collezionisti, nababbi, artisti abbiano aderito acquistando una delle novanta opere “inedite” di Piero Manzoni.

Secondo alcune fonti, pare che il successo sia dovuto alla fame d’arte negli anni del miracolo economico italiano, che si traduceva in disponibilità monetarie da investire in questo settore.

Alcuni esemplari sono tuttora cercati e rivenduti a prezzi altissimi, addirittura a centinaia di migliaia di euro. E’ davvero un risultato singolare.

Nella sua breve carriera, l’artista Manzoni ha promosso anche un’altra iniziativa analoga, chiamata “alito d’artista”: ha proposto al pubblico palloncini di gomma gonfiati da lui stesso, a pieni polmoni.

Non capendo nulla d’arte, è facile rimanere sconcertati di fronte a simili proposte, soprattutto notando poi che ottengono largo consenso.

Purtroppo per l’autore, “merda d’artista” e “merda in scatola” suscita una forte ilarità, fa ridere, parecchio. La parola “merda” ha una grande carica comica.

Dopo dieci minuti di ripetizione, però non fa più ridere. E’ lo stesso meccanismo innescato dalla parola “stronzio”, l’elemento chimico. A scuola, un professore di chimica apostrofò proprio così un gruppetto di spiritosi: “dopo un po’ che lo ripetete non fa più ridere, perde la forza ilare”. Aveva perfettamente ragione, subentra il meccanismo della riflessione. Certi termini carichi di volgarità, piano piano si alleggeriscono lasciando spazio a domande di senso.

A mio avviso, è davvero unico il modo in cui certi argomenti tornano alla ribalta delle discussioni, accendendo interessi e pareri.

La “merda d’artista” ha sicuramente molto più da dire, di quanto abbia fatto io in queste poche righe. A me basta sottolineare il senso della riflessione che suscita e non tanto il contenuto.

Anche la “merda in scatola” può dare un contributo in termini di metodologia di ricerca e studio.

Innanzitutto ci si pone qualche domanda:

  • Dove posso trovare informazioni?
  • Chi posso interpellare per avere un’interpretazione a caldo?
  • Quali sono le diverse opinioni sull’opera?
  • Che significato può avere un’opera così provocatoria?
  • Qual è l’eredità intellettuale dell’artista?

Da questi semplici spunti, si può partire per leggere, informarsi e magari redigere un piccolo piano di studio, che può essere d’esempio per studi futuri.

Sito ufficiale dell’Artista

Brevi note sull’Artista – parte 1

Nota biografica sull’Artista – parte 2

L’opera in questione – parte 1

L’opera in questione – parte 2

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