La comunicazione è selettiva

Quando si comunica è obbligatorio selezionare i contenuti.

 

Selezione
Comunicazione selettiva

 

Il concetto di comunicazione

Riprendiamo il concetto di comunicazione, che nella sua sostanza è un termine complesso, in sé raggruppa molteplici significati.

Comunicazione è parlare con altre persone, è la radio, è la tv, è internet, è l’editoria, è l’insieme delle relazioni tra le parti componenti di strutture fisiche e chimiche e biologiche.

Dobbiamo operare anche noi una riduzione della complessità, perché altrimenti non saremmo in grado di descrivere la comunicazione in modo esaustivo.

Ad un primo livello (la comunicazione) può essere definita come un trasferimento d’informazioni codificate da un emittente ad un ricevente attraverso un canale” (B. Valli, “L’interazione comunicativa”, Quattroventi, Urbino, 1996, pag. 5).

In questa breve riflessione dobbiamo fermarci a quel livello, volutamente non andiamo oltre a considerare la ricezione, la comprensione del contenuto, la risposta di ritorno (feedback). Ci interessa evidenziare l’importanza del processo di creazione della comunicazione.

 

Accoppiamento strutturale tra la psiche e il sistema della comunicazione

Per la nostra riflessione, utilizziamo ancora il paradigma sistemico della teoria di Luhmann (N. Luhmann, R. De Giorgi, “Teoria della società”, F. Angeli, Milano, 1995, pag. 61-68; C. Baraldi, G. Corsi, E. Esposito, “Luhmann in glossario”, F. Angeli, Milano, 1996, pag. 65-68).

La psiche (sistema psichico) partecipa alla comunicazione, poiché elabora le informazioni da trasmettere (la formazione del pensiero). La psiche elabora molte più informazioni di quante siano poi comunicate (C. Baraldi, G. Corsi, E. Esposito, “Luhmann in glossario”, F. Angeli, Milano, 1996, pag. 69).

La psiche è un sistema complesso perché è formata da numerosissimi elementi in reciproca interazione tra loro. L’insieme di tutti i pensieri non può essere trasmesso, non è possibile, la complessità dell’operazione non lo permette.

Quando una persona riflette, pensa, cerca le parole adatte, significa che la sua psiche sta elaborando l’informazione giusta da veicolare nell’informazione: sta operando una selezione.

La psiche, in quanto sistema produttivo di informazioni, si accoppia strutturalmente con il sistema sociale che si occupa della comunicazione (C. Baraldi, G. Corsi, E. Esposito, “Luhmann in glossario”, F. Angeli, Milano, 1996, pag. 31-33).

La coscienza può irritare, cioè condizionare, la comunicazione durante il rapporto tra la psiche e il sistema sociale (la persona che comunica all’esterno).

 

Selezione

Nel momento in cui una persona comunica a un’altra un’informazione, agisce selezionando cosa trasferire. Durante le conversazioni, gli interlocutori selezionano con cura le parole da usare, scelgono attentamente le informazioni da veicolare con il linguaggio.

Non è possibile comunicare tutto ciò che si custodisce nella mente, parimenti non è opportuno comunicare tutti i propri pensieri. Ogni conversazione ha le proprie regole, propone dei limiti, possiede proprie pertinenze.

(C. Baraldi, G. Corsi, E. Esposito, “Luhmann in glossario”, F. Angeli, Milano, 1996, pag. 69-73)

 

Il contesto di riferimento

Le persone comunicano tra loro all’interno di un ambiente sociale diverso ogni volta che agiscono: parliamo dell’ambiente famigliare, dell’ambiente scolastico, di lavoro, sportivo, o altri ambienti come i concerti musicali, i locali notturni, eccetera (A. Giddens, “Sociologia”, Il Mulino, Bologna, 1994, pag. 108-109).

Ogni tipo di ambiente ha un proprio genere di comunicazione, ha propri codici specifici. A una cena con gli amici più stretti è consentito dire parolacce; a un pranzo di lavoro il linguaggio scurrile è vietato. Allo stadio, durante una partita di calcio, è facilissimo sentire parolacce e bestemmie. In un aula universitaria chi bestemmia viene allontanato con tanto di biasimo generale.

 

Situazioni

Anche le situazioni condizionano la comunicazione e la sua modalità (linguaggio e codici).

Nel caso di una rissa, le persone coinvolte non filtreranno le proprie parole. Un ragazzo, davanti alla giovane di cui si è innamorato, misurerà maniacalmente le parole e i gesti per non dare una brutta impressione di sé.

La comunicazione commerciale è un esempio di selezione molto accurata, perché è destinata a una platea di pubblico molto vasta, per il fine della vendita di prodotti e servizi. Sono in gioco investimenti e risorse di solito cospicue.

 

I filtri della comunicazione

Abbiamo già indicato che non tutti i pensieri possono essere comunicati, perché non è possibile per il loro grande numero, ma anche perché non è conveniente rispetto al tipo di conversazione.

Per esempio, nei comunicati stampa non vengono inclusi contenuti di ogni tipo, proprio come avviene in una conversazione tra le persone, si osserva una selezione dei contenuti.

La selezione avviene in base ai filtri corrispondenti al contesto e alla situazione. Ogni persona, nel suo spazio sociale, nel suo ruolo sociale (lavoro, volontariato, sport, altro tempo libero), recita una parte, come se la vita fosse davvero una rappresentazione teatrale (E. Goffman, “La vita quotidiana come rappresentazione”, Il Mulino, Bologna, 1969). La recitazione di una parte implica una comunicazione particolarmente selettiva.

 

Filtri e contesti sociali

In un contesto di lavoro, i filtri sociali saranno attivi con barriere comunicative (presumibilmente) alte. I filtri bloccano i pensieri più inadatti, lasciando passare quelli idonei: parole misurate, non arroganti, i modi saranno compiacenti, si tenderà ad evitare lo scontro verbale.

Il rapporto studente / insegnante è permeato di filtri alla comunicazione. Il contesto scolastico, dalle scuole primarie fino all’università (e oltre), richiede tacitamente l’utilizzo di comunicazioni controllate e altamente selettive. Gli insulti sono banditi, anni addietro si parlava di rispetto da mostrare agli insegnanti.

Il tipo di contenuto da immettere nella comunicazione, quindi la sua selezione, è condizionato anche dal galateo (le buone maniere) e dalla cultura di riferimento (M. Rizzardi, “La costruzione del mondo personale e sociale – II – Processi e relazioni interpersonali”, Quattroventi, Urbino, 1997, pag. 98-101).

 

Conclusioni

La comunicazione è un operazione complessa, parte dalla psiche che elabora i pensieri, vengono selezionati i contenuti che poi la persona (quale sistema sociale) comunicherà ad altri.

Il contenuto comunicato è il prodotto di una scelta ponderata, che riflette il contesto sociale di riferimento, la situazione attuale, la cultura di appartenenza.

Non tutti i pensieri sono adatti ad essere comunicati, è sempre necessario operare una selezione.

 

 

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