La politica: prima parte

La politica è un sistema sociale camaleontico

Prima parte: le definizioni

 

Politica
Politica italiana

 

L’impegno di governo

La politica è l’arte di governare uno stato. E’ l’attività di chi prende parte alla vita pubblica (Dizionario Garzanti della lingua italiana, Milano, 1981).

Il termine deriva dal greco, con un elevata accezione morale e di servizio alla “cosa pubblica”, alla collettività.

Treccani

 

La politica è un sistema sociale

Il sistema sociale si può definire come un “complesso di posizioni o ruoli, occupate o svolti da soggetti individuali o collettivi i quali interagiscono mediante comportamenti, azioni, attività di natura specifica (economica, politica, educativa, …), nel quadro di norme regolative e di altri tipi di vincolo che limitano la varietà degli atti consecutivi a ciascun soggetto nei confronti degli altri. (…) Requisito necessario affinché un qualsiasi insieme di soggetti individuali o collettivi possa venire studiato come sistema sociale, è che le interazioni specifiche tra i componenti presi in esame siano più intense, o abbiano natura distinta, rispetto alle interazioni dei componenti stessi con altri” (L. Gallino, “Dizionario di sociologia”, Tea-Utet, Milano, 1998, pag. 584).

Detto più concisamente, un sistema è un complesso organico di elementi uniti tra loro e interdipendenti (Dizionario Garzanti della lingua italiana, Milano, 1981).

La politica è quindi un articolato complesso sociale, fatto di relazioni, contatti, comunicazioni, scambi tra individui e istituzioni (L. Gallino, “Dizionario di sociologia”, Milano, Tea-Utet, 1998, pag. 495 e seguenti).

Non esiste politica senza interazioni, senza territorio, senza individui. La politica si occupa della città (Polis), dello Stato, dell’amministrazione pubblica, dei servizi ai cittadini.

 

La responsabilità della politica è enorme, a pensarci bene è mostruosa nella sua grandezza

Dispone delle più ampie risorse collettive, ha facoltà di usare la forza coercitiva del diritto (delle leggi, della legislazione). Può disporre della forza pubblica (Polizia, Forze dell’Ordine, Esercito). La politica è chiamata a fare il bene dei cittadini.

E’ nominata secondo regolari elezioni negli stati dove vige, ufficialmente, la forma democratica di governo. I cittadini scelgono le persone della politica, concedendo loro il privilegio e l’onere di governare.

Essendo un sistema, la Politica ha proprie specifiche caratteristiche, che la distinguono dagli altri sistemi che operano nella società. La caratteristica distintiva della Politica è l’uso del potere, come mezzo di comunicazione.

Attraverso il potere, una persona impone ad altre la propria volontà.

Se la Politica non avesse potere non avrebbe nemmeno legittimazione, né consenso. Il potere motiva le persone ad accettare decisioni vincolanti, nella fattispecie prese dalla Politica.

 

Il potere della politica

Il potere è quindi visto, a ragione, come un’arma (E. Canetti, “Massa e potere”, Adelphi, Milano, 1997, pag. 339 e seguenti).

L’arma del potere è molto pericolosa, va usata secondo le regole del diritto e della legge, soprattutto da parte della Politica.

Il potere si differenzia e si fissa attraverso le cariche statali: la distinzione tra superiori ed inferiori è, infatti, la distinzione tra detentori delle cariche (coloro che governano) e sottoposti alle cariche (coloro che sono governati). La detenzione formale del potere attraverso cariche garantisce che il suo esercizio sia svolto in modo controllato (al punto che la confusione tra carica e persona è considerata devianza: al massimo grado, corruzione) (C. Baraldi, G. Corsi, E. Esposito, “Luhmann in glossario”, Franco Angeli, Milano, 1996, pag. 175, 179).

L’uso del potere per fini diversi da quelli riconosciuti crea un abuso, disciplinato dall’art. 61 del codice penale al comma n. 9.

Art. 61 Cod. Penale

L’abuso di potere è sanzionato dalla legge, nemmeno la politica vi si può sottrarre.

L’abuso di potere

 

I professionisti

La politica è composta dai cosiddetti politici di professione, ossia le persone che si impegnano a tempo pieno, per un tempo molto lungo della loro esistenza.

I politici di professione formano in generale uno strato o una frazione della classe politica, ovvero compongono una delle élites che si dividono e contendono il potere e l’influenza nel campo della politica” (L. Gallino, “Dizionario di sociologia”, Tea-Utet, Milano, 1998, pag. 500).

I politici sono le persone che gestiscono il potere per conto del proprio partito politico. Sono anch’essi soggetti alla legge, secondo le norme vigenti.

I politici sono il fulcro di tutto il sistema politico, sia esso locale o nazionale, poiché sono gli artefici delle trame relazionali che legano il sistema alla cosiddetta società civile. Le interazioni sono create e mantenute con i semplici cittadini, con gli imprenditori, con i professionisti, con i pensionati, con i disoccupati.

I politici di professione dovrebbero essere in grado di amministrare i beni pubblici, al servizio dei cittadini.

Ogni forza politica, chiamata anche partito politico, possiede una propria scuola di formazione e/o di cultura, che prepara i propri adepti al confronto nei luoghi della pubblica amministrazione. All’interno di queste classi di studio, politici anziani e altri esperti si alternano per trasmettere il “saper fare politica”: preparare e gestire dibattiti, nutrire la capacità oratoria e di persuasione, vincere confronti pubblici sui più disparati temi di interesse pubblico.

 

Immunità parlamentare

Un parlamentare, nel periodo in cui svolge le sue funzioni, è circondato da una garanzia di impunibilità. Infatti, come afferma la Costituzione italiana all’art. 68, egli non può essere chiamato a rispondere delle opinioni espresse e dei voti che avrà dato. Perché si possa perquisire, arrestare, processare un parlamentare è necessaria l’autorizzazione (che, dopo la riforma costituzionale dell’ottobre 1993, non è invece richiesta per condurre un’indagine nei suoi confronti) della Camera a cui appartiene. Se l’autorizzazione viene negata, la magistratura non potrà procedere in alcun modo. Naturalmente, allo scadere del mandato parlamentare, il deputato o il senatore perdono il diritto all’immunità e tornano a essere come tutti gli altri cittadini, quindi perseguibili per i reati eventualmente commessi. Scopo dell’immunità parlamentare è quello di tutelare i membri del Parlamento nella loro libertà e indipendenza”.

Definizione

Treccani – Immunità

 

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