Cesare Battisti

Il criminale metropolitano

 

Criminale metropolitano
Cesare Battisti

 

 

Giustizia disattesa

Il passato italiano torna spesso e mal volentieri sui titoli dei giornali. I casi giudiziari in Italia non hanno pace facile.

Il caso più emblematico riguarda il cosiddetto ex terrorista e criminale metropolitano Cesare Battisti. La sua storia è fatta di una giovinezza arrogante e delinquenziale, una maturità da criminale incallito e, in seguito, politicizzato.

Attualmente, il suo destino è sospeso, in un limbo creato dagli impervi gradini della burocrazia internazionale.

 

Criminalità e politica

Battisti è il simbolo della frangia armata ed eversiva del comunismo extra parlamentare, che per i suoi fini (illeciti) si procurava risorse economiche assaltando e rapinando.

La sua formazione personale è principalmente delinquenziale e sostanzialmente deviante.

Il carcere dal 1972 lo ha istruito all’ideologia comunista eversiva e lo ha accolto nei gruppi estremisti dell’epoca (PAC).

Gli sono stati attribuiti quattro omicidi e naturalmente numerose rapine, che lui stesso ha però definito come espropri proletari.

 

Le varie fughe

Nel 1981 evade dal carcere e ripara in Francia, dove trova accoglienza da parte di intellettuali e artisti francesi, tra cui l’attrice Fanny Ardant. In base alla dottrina Mitterand, gli esuli stranieri in Francia non possono essere estradati se la loro incolumità e la loro libertà sono messi in pericolo da condanne di chiara ispirazione politica.

Dalla fine del 1981 al 1990 ripara in Messico, per evitare presunte possibilità di essere rimandato in Italia. Nello stesso 1990 ritorna in Francia. Nel 1991 la Francia lo giudica non estradabile, gli concede protezione e libertà di soggiorno entro il suo territorio.

Nel frattempo scrive e si dichiara scrittore di romanzi “noir”, traduce anche romanzi francesi per il mercato italiano.

Nel 2004 ritorna alle cronache per un caso di violenza ai danni del suo vicino di casa. Arrestato, l’Italia ne chiede di nuovo l’estradizione. Avendo palesato la possibilità di superare la dottrina Mitterand da parte del presidente Chirac, Battisti si rende irreperibile e fugge dalla Francia. Dopo un lungo e rocambolesco viaggio finisce in Sud America, ottenendo accoglienza in Brasile, dove è tuttora.

 

Solidarietà intellettuale

A favore dello “scrittore” e fuggiasco Battisti si sono movimentati intellettuali, scrittori e altri personaggi noti e meno noti, che tentano di confutare la verità criminale emersa nei vari processi a suo carico, con sentenze passate in giudicato.

Sono state addirittura raccolte delle firme a suo favore, tra i cui firmatari figurano Vauro, Saviano, A. Cremonesi (La Crus).

 

Impunità manifesta

Tutta la vicenda di Battisti, le sue fughe, la sua arroganza, le sue coperture delineano un quadro desolante: la giustizia non è uguale per tutti.

Dobbiamo poi segnalare che i complici di Battisti, dopo oltre trent’anni sono di nuovo liberi, avendo beneficiato di sconti di pena e altri benefici.

 

Criminale metropolitano

Come è stato ampiamente scritto e spiegato, Battisti non è un perseguitato politico bensì è un criminale metropolitano.

Ha un passato delinquenziale denso e provato, che non giustifica affatto l’indulgenza che certa classe intellettuale gli riserva così affettuosamente.

Che lo Stato Italiano, nella persone dei suoi politici dirigenti, non sia riuscito a riportarlo in Patria per assicurarlo alla giustizia ordinaria è un fatto molto grave. Quanto vale la politica estera italiana?

Nazioni importanti come il Brasile (e la Francia) dimostrano una condotta non pulita nel momento in cui assicurano accoglienza a un criminale incallito.

Il fatto, poi, che il criminale Battisti abbia ottenuto ampio credito come scrittore, riuscendo a pubblicare romanzi e concedendo interviste crea seri dubbi sulla serietà di una parte del settore editoriale. Alla stessa maniera del caso editoriale del figlio del boss Totò Riina.

Cesare Battisti è, di fatto, uno degli intellettuali politicamente schierati che piace di più all’intellighenzia nostrana.

 

Per concludere

Dietro tutta la faccenda squallida del criminale metropolitano Cesare Battisti ci sono, sicuramente, delle manovre politiche occulte.

Le sue fughe, l’ospitalità garantita, il credito ricevuto, le lungaggini burocratiche orchestrate ad arte sono gli elementi che ci fanno propendere per il presunto complotto politico.

La parola complotto è ridicola, in questi anni ha perso della sua efficacia, forse è anche per questo motivo che di fianco al nome di Battisti sta benissimo.

 

 

Precedente L'economia di guerra dell'Italia 1935-1943 Successivo La comunità urbana

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.