I finti moderati

I finti moderati sono tutti i politici che parlano bene, ma razzolano molto male.

 

 

Finti moderati
I finti moderati, il cui modello è Stalin.

 

 

Moderazione e conformismo

Per tutti coloro che non sono dentro i meccanismi della politica, è molto difficile capirne i pesi e i contrappesi. Tuttavia è facile osservare gli effetti della sua retorica.

E’ facile fare il politico moderato, con toni pacati, con parole di pace, con voce modulata. E’ facile fare discorsi che interessano la maggioranza, usare la retorica rassicurante.

Non è altrettanto facile, invece, raccontare la verità perché la maggioranza non vuole sentirla. Non è facile, in questo mondo ipocrita, schierarsi a favore delle persone che realmente ogni giorno devono confrontarsi con il degrado, il bisogno, l’ingiustizia.

 

Promettere di cambiare tutto, per non cambiare nulla

Ogni qual volta ci sono le elezioni politiche, in un qual si voglia Paese, è possibile leggere il timore della maggioranza dei votanti di fronte al cambiamento. Che sia la paura dell’ignoto, che sia una posizione ideologica, che sia il non volere mollare la consuetudine, che sia quel che sia, i voti segnano sempre la sosta sulle solite stazioni.

Il popolo, o il “popolino”, ha paura di andare “contro qualcuno” seguendo il possibile cambiamento: contro quel personaggio, contro quel sindacato, contro quella associazione, contro quella “lobby”, contro l’Islam, contro l’ignoto.

I finti moderati trovano il modo di assicurarsi il sostegno di coloro che mal digeriscono il cambiamento. I finti moderati conoscono bene i meccanismi della politica e della persuasione. In ogni Paese europeo, nella crisi economica, nella crisi sociale, nella crisi identitaria, assistiamo al teatro dei buoni propositi: aiuti ai poveri, aiuti ai disoccupati, sostegno ai disabili, accoglienza ai migranti.

 

A favore del popolo?

I buoni propositi sono il cavallo di battaglia dei finti moderati, che poi in realtà lasciano la gente da sola, a disputarsi le poche risorse pubbliche con una pletora di categorie sociali disagiate: i poveri relativi e assoluti, gli immigrati irregolari, i finti profughi, i delinquenti abituali.

E’ molto più difficile, invece, fare campagna elettorale dicendo la verità: le risorse sono limitate, gli alloggi popolari sono pochi e gestiti male, la disoccupazione persiste, l’economia arranca, lo scontro culturale tra immigrati e autoctoni è reale.

 

Quale verità

E’ molto difficile dire la verità per un politico (finto) moderato perché, in quel caso, perderebbe consenso. La gente vuole sentirsi rassicurata, vuole sentire parole di conforto e, in sordina, anche essere presa in giro.

 

Finzione

Moderati, molto moderati, talmente moderati che sui media il comunicato politicamente corretto è prevalente. Nella realtà, la gente informata scopre che le linee politiche dei finti moderati sono contro i lavoratori, immigrazioniste, anticristiane, antisemite, filoislamiche, liberticide.

Distrarre l’opinione pubblica dai suoi veri bisogni significa tradire il mandato elettorale: non c’è da stupirsi, poi, se l’elettorato si sposta altrove.

 

 

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