Dov’è la comunità locale?

Che fine ha fatto la comunità locale, espressione del quartiere e dell’unione sociale?

 

Comunità locale
Un esempio di comunità locale

 

Città reale e città virtuale

Viviamo anni di movimento e trasformazione della città. Si modificano i modi e gli stili di vita, che si orientano verso il miglioramento delle condizioni personali e collettive.

Le opportunità di consumo sono uno degli aspetti del cambiamento, che si muovono parallelamente alla velocità informatica. Le nuove tecnologie allargano gli orizzonti, aumentano le possibilità di fruizione, di beni e servizi. La città si allarga, soprattutto virtualmente grazie a Internet, si aggiungono grandi spazi urbani globali, visibili solo su smartphone, tablet, personal computer.

Nel vortice del villaggio globale informatico, come cambia il territorio urbano reale?

Cambia l’uso e la percezione della città da parte delle persone. Cambia la composizione sociale del territorio, cambiano le entità chiamate vicinato e quartiere.

All’interno degli agglomerati sociali, prima in campagna poi in città, si parlava spesso e volentieri della comunità e della comunità locale.

 

La comunità locale

La comunità locale è un gruppo sociale, di dimensioni ridotte, che vive in un territorio delimitato e riconosciuto come proprio, al cui interno sono presenti e attivi tutti gli aspetti della vita associata. Per gli studiosi sono comunità locali anche i territori urbani con infrastrutture sociali riconducibili alle persone che vi abitano (L. Gallino, “Dizionario di sociologia”, TEA UTET, Torino, 1993, pag. 148).

Per le persone, la comunità locale è un riferimento sociale definito e solido, all’interno di un contesto spaziale rurale o urbano.

La comunità locale è una collettività, “è un territorio di vita sociale che si distingue per un determinato grado di compattezza sociale. Base della collettività è la località e il senso di comunanza. (…) Se il territorio comune sostituisce la base di tutte le collettività territoriali (comunità locali), il senso di comunanza è il legame psicologico senza cui l’esistenza della collettività non può essere immaginata” (J. Musil, “Sociologia della città”, F. Angeli, Milano, 1973, pag. 241-242).

Nella comunità locale esistono legami collettivi, conoscenza reciproca, solidarietà tra i membri, è tangibile la possibilità per ogni membro di interagire socialmente con gli altri.

Talvolta, la comunità locale e la comunità urbana si sovrappongono.

 

 

Comunità locale e città moderna

Nella città moderna tutto, o quasi, è possibile. Esistono grandi stimoli nervosi, le luci urbane guidano la gente verso attrazioni, opportunità, spazi. La città moderna è immersa nella tecnologia, seppure in certi vicoli che odorano di antico pare che non ci sia: è nelle tasche dei residenti, dei “city users”, dei visitatori occasionali, dei turisti.

L’eccesso di informazioni pervade la città moderna, con ritmi frenetici, vorticosi rimandi ai social network, ai bisogni indotti dagli spot pubblicitari.

La città moderna ha il carattere dell’impersonalità, dell’individualismo, della libertà personale fine a sé stessa, dell’uguaglianza a tutti costi (per l’accesso ai prodotti) e, infine, della diversità come esigenza individuale (G. Simmel, “Forme dell’individualismo”, Armando Editore, Roma, 2001, pag. 35-41).

Attualmente, la comunità locale è relegata a spazi marginali.

Essendo la comunità locale fatta di legami stretti e solidaristici tra gli individui che la compongono, trova sempre meno spazio all’interno della città moderna.

 

Quali sono, adesso, le comunità locali

Passeggiando per la città è difficile notare e seguire le tracce di una, o più, comunità presenti sul territorio.

Per identificare le comunità locali dobbiamo inserirci in contesti sociali cosiddetti “micro”, dobbiamo cercare le relazioni strette tra i membri. Nello specifico, dobbiamo trovare legami sociali solidaristici, la cooperazione, la tutela degli interessi comuni, il mutuo aiuto e, naturalmente la collocazione stabile in un territorio.

L’unità spaziale della comunità locale è il quartiere, il vicinato, una volta era anche il borgo (R. Ledrut, “Sociologia urbana”, Il Mulino, Bologna, 1969, pag. 101-105).

A nostro parere, le comunità locali presenti attualmente sono:

 

  • le comunità parrocchiali;
  • i gruppi di volontariato;
  • i gruppi universitari;
  • le comunità etniche.

 

Il minuscolo elenco non è definitivo, esistono sicuramente altre entità riconducibili alle caratteristiche della comunità locale.

Per trovarne altre. il fattore tempo è molto importante, insieme al fattore risorsa (generico) crea le basi per la ricerca e la raccolta delle informazioni.

 

Riferimenti metodologici

Abbiamo evitato la trappola del più elevato tecnicismo, che nell’osservazione tormenta i grandi studiosi accademici, mai soddisfatti dai tanti rimandi agli studi altrui e dalla febbrile ricerca della complessità di analisi.

Nella nostra metodologia di osservazione, abbiamo cercato in ogni modo di ridurre la complessità urbana in parti più facilmente analizzabili. E’ chiaro che ogni parte circoscritta ha un suo specifico carattere, che necessita di essere a sua volta scomposto ed esaminato.

Non possiamo prescindere dalla considerazione teorica ed epistemologica, facendo riferimento a testi basilari, ma senza mettere troppa carne al fuoco, d’altronde i semplici riferimenti creano risultati ottimali nella ricerca.

 

Riferimenti per ulteriori letture

M. Castrignano, “Comunità, capitale sociale, quartiere”, F. Angeli, Milano, 2012

A. Vitale, “Sociologia della comunità”, Carocci, Roma, 2007

A. Bagnasco, “Logiche della comunità in sociologia”, Asmepa Edizioni, Bologna, 2012

A. Bagnasco, “Frammenti di comunità”, Il Mulino, Bologna, 1999

 

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