Gran Paradiso

Ricordo del Gran Paradiso

 

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Gran Paradiso

 

Il Gran Paradiso rappresenta la méta di un progetto lungo oltre vent’anni.

 

Nell’estate del 2004, rovistando in cantina, trovai un vecchio libro del 1983, che lessi in prima media. Il libro si intitola “Scappa Bouc scappa!” di Carmen Pettoello Morrone (Ed. Sansoni, Firenze, seconda ristampa 1983).

Racconta la storia di un ragazzo che stringe una singolare amicizia con un cucciolo di stambecco, nell’ambientazione del Parco del Gran Paradiso (Alpi Occidentali). Il piccolo stambecco viene salvato dal questo ragazzo, figlio di un guarda parco. Grazie a questo libro l’autrice ha vinto il premio “Olga Visentini” di narrativa per ragazzi.

 

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Nell’ambientazione del Gran Paradiso

 

Questo libro mi riportò alla mente ricordi e tanto altro ancora.

Durante l’estate del 1984 andai con la mia famiglia e mio nonno alle pendici del Monte Rosa (Alpi Occidentali), dove mio nonno lavorò in una miniera d’oro nel secondo dopo guerra.

Per tutto quel tempo, sono rimasti dei riferimenti nella mente, che mi ricordavano le montagne, la neve, gli stambecchi, l’amicizia e i libri.

Proprio in quell’estate del 2004, perso ogni vincolo precedente, pensai fosse giunto il momento di indagare su questi riferimenti riaffiorati.

Gli elementi di indagine mi portavano sulle Alpi Occidentali, da lì il passo verso le fotografie delle più belle montagne della zona era molto breve.

Il Monte Rosa e il Gran Paradiso l’unico quattromila metri interamente italiano.

Per mezzo di semplici ricerche, venni a conoscenza dei campi di volontariato presso il Parco Nazionale del Gran Paradiso. Esperienze per gente amante della montagna e della natura in generale. Era la strada giusta, ma non l’anno giusto.

Ero fuori tempo massimo per partecipare al bando di ammissione, pertanto decisi di organizzarmi per l’anno seguente, il 2005.

La preparazione alla partenza mi diede forti emozioni, ma non fu nulla a confronto del viaggio e dell’esperienza nella sua interezza.

Il 15 agosto 2005 sono partito per Torino, il campo di volontariato sarebbe iniziato il giorno dopo. Tornai a casa il 29 agosto, carico di fotografie e di splendidi ricordi.

Non è per niente facile descrivere la mia permanenza nel Parco del Gran Paradiso. I solidi riferimenti radicati in vent’anni mi diedero forti motivazioni. Si creò una bella alchimia d’amicizia con gli altri partecipanti al campo. Fu per me tutto perfetto.

Decisi immediatamente di partecipare anche nel 2006, dal 16 al 31 agosto. Stesso meraviglioso luogo, nuovi amici insieme ad alcuni dell’anno prima, nuove esperienze, altri bellissimi ricordi da custodire a casa.

Nell’agosto del 2005 ho scattato foto per cinque rullini da trentasei, totale 180 immagini. Nel 2006 ho prodotto fotografie per sette rullini da trentasei, totale 252 immagini. A queste 432 fotografie vanno aggiunte quelle inviatemi dagli altri ragazzi.

Per non perdere nulla di queste esperienze, tenni un diario.

Montagne, amici, esperienze, avventure, è stato tempo speso nel migliore dei modi, che ha lasciato ricordi incancellabili.

A distanza di dieci anni da quell’esperienza nel Parco del Gran Paradiso, mi piace ricordare quel tempo così bello e intenso, passato a camminare con buoni amici e a godere di un ambiente naturale stupendo.

 

Agosto 2005

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Agosto 2006

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