Novembre

E’ il mese della storia, della memoria, della cultura e degli affetti

 

novembre
tigli a novembre

 

Scrivere sul mese di novembre potrebbe portare ai soliti luoghi comuni, i primi freddi, le nuvole, le foglie che cadono, le commemorazioni. Novembre è il penultimo mese dell’anno, ha un carattere deciso, nonostante sia parte dell’Autunno. Molta gente pensa a questo mese come il più triste dell’anno. Altre persone non lo considerano. Non è facile affrontare il mese delle commemorazioni.

Cominciamo proprio in salita: il primo giorno si ricordano i Santi della Chiesa, il giorno due si commemorano i Defunti, il giorno quattro si ricorda la fine della Prima Guerra Mondiale, è la giornata delle Forze Armate. Commemorare, ricordare è necessario, per diversi motivi. Non si possono perdere nell’oblio le azioni, le gesta e le scelte di chi ci ha preceduto, parenti, amici, conoscenti, persone illustri. Il nostro mondo è ciò che vediamo e come lo viviamo a motivo di chi ci ha preceduto. Anni fa la vita era diversa, molto più difficile e dura. Gli eventi storici, piccoli e grandi, insieme hanno cambiato il modo e lo stile di vita di tutti. Protagonisti, anche loro malgrado, degli eventi sono le persone. Ogni azione e opera segnano scelte presso un bivio, escludendo di fatto determinati accadimenti in un panorama di possibilità. Tutte le persone sono parte di questo movimento di eventi.

In un tempo segnato da considerazioni vieppiù individuali e consumistiche, si perdono i riferimenti al valore d’uso delle cose, si perdono i legami con i valori sostanziali. Il ricordo è un valore sostanziale, rimanda ai punti di partenza precedenti, creati e vissuti prima di noi. Ricordare da dove veniamo, ricordare chi ci ha preceduti significa fare luce sulla nostra identità e sul nostro cammino. Noi siamo nella nostra maniera specifica e inequivocabile proprio perché il nostro vissuto ci ha modellato. Il nostro vissuto è stato a sua volta condizionato dalle persone con cui abbiamo passato momenti importanti. I nostri genitori, i nostri nonni e a loro volta i genitori e i nonni di questi, hanno segnato i nostri momenti di vita attuali.

Perché non ricordarsi di loro? Perché non ricordarsi anche delle persone che hanno operato per il bene comune? Perché non commemorare tutte o in parte le persone, seppure non personalmente conosciute?

Il mese di Novembre è una convenzione sociale, è vero, non esiste in natura è un invenzione umana come lo stesso calendario. Tuttavia, gli avvenimenti accaduti nei suoi giorni, negli anni precedenti, ci riportano all’attenzione un bagaglio di ricordi e molto altro.

Questo mese tanto ignorato o vituperato ci ricorda, esso stesso, di ricordare a nostra volta. Per ricordare è necessario leggere, tenere viva la memoria personale per mezzo dei libri, delle fotografie, dei filmati. Si potrebbe dire che è il momento giusto per entrare in un vortice culturale, perché la memoria è parte della cultura.

Esistono persone che volontariamente non visitano i cimiteri, perché sentono forte e intensa un emozione non gestibile. Altre persone non vanno a trovare i propri cari defunti perché sono convinti sia una perdita di tempo. Queste scelte sono rispettabili, ma anche non condivisibili. Tenere viva la memoria dei propri cari, seppure sia un atto sofferente, conferma il legame con la propria famiglia e con il proprio passato. Conservare la memoria dei propri cari è inoltre un atto d’amore. Ogni atto d’amore è intrinsecamente positivo, quindi per la proprietà transitiva anche la custodia della memoria è un atto fondamentalmente positivo.

Occorrerebbe fare uno sforzo alla luce di queste considerazioni, anche per notare che il cimitero non è solo un luogo silenziosamente austero e magari triste, ma è soprattutto un luogo pieno di storia e cultura: famigliare, collettiva, nazionale. Le persone che vi riposano, le date le parole e le poesie impresse sul marmo, gli stili architettonici e artistici, sono un insieme di elementi che rendono meno triste e più interessante il luogo tenuto più lontano dalle città.

Novembre è il mese della storia, della memoria, della cultura e degli affetti.

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