Il conformista

Il pensiero di moda è conformista

 

Il conformista
Il conformista

 

 

La figura del conformista

Chi si adegua con supina acquiescenza a dottrine o costumi prevalenti” (Dizionario Garzanti della lingua italiana, Milano, 1981, pag. 422).

Essere conforme al pensiero unanimemente condiviso unisce la persona conformista ad altre, crea un legame simbiotico astratto ma efficace.

Possiamo parlare di calcio, di politica, di economia, di aria fritta, in tutti i casi osserviamo nuclei di persone che si adeguano a quanto espresso da altre, per motivi di opportunismo, di ignoranza sui contenuti, per emulazione / imitazione.

E’ il campione del conformismo, che modella i propri atteggiamenti sull’esempio di maggior moda.

Il conformismo della gente è esattamente quello: seguire il gregge, il “main stream”, la moda o le mode, lasciarsi influenzare da persone caratterialmente più forti, oppure cavalcare l’onda di coloro che vanno in una direzione per trarne vantaggi e benefici.

L’immagine superficiale è molto importante per il conformista, come per un qualsiasi prodotto messo in vendita.

 

Comunicazione conformista

La moderazione dei toni, gli accenni garbati e gentili mai volgari, le parole misurate e scelte con cura identificano lo stile comunicativo rassicurante del conformista. L’opinione pubblica non avvalorerà mai parole volgari, arroganti, violente seppure rispondenti al vero. Il pubblico ama i toni pacati e rassicuranti.

Si tratta del parossismo delle buone maniere, che talvolta assume toni esagerati.

Il conformista apprezza la comunicazione politicamente corretta, eufemistica e scevra di ogni riferimento che possa imbarazzare o peggio offendere qualcuno.

In particolare, il conformista di Governo non tradisce lo stile politicamente corretto veicolato dai media di massa.

Con un sorriso triste e partecipato, il politico conformista annuncia politiche draconiane per i cittadini, ma li conforta affermando “è per il bene del Paese” (il tranquillizzatore).

Il senso della comunicazione conformista è di tranquillizzare le masse (inquiete) dei potenziali consumatori/elettori, di evitare lo stress da eccesso di informazioni, di fornire affermazioni già sentite e quindi “famigliari”.

 

Politica conformista

Il conformista è il modello di persona uniformata allo “status quo”. Il potere, attualmente in cima alla scala gerarchica nazionale, ama le esternazioni (politicamente corrette) controllate, ammorbidite, moderate, eufemistiche.

Egli ama le persone che apprezzano i suoi stessi gusti, soprattutto ideologici.

Il politico conformista capisce immediatamente i piaceri del “popolino”, della maggioranza degli elettori. Il politico (opportunista) diventa conformista per conservare la poltrona.

Egli si muove con agilità e disinvoltura sotto le luci della ribalta sociale: stringe mani, ostenta sorrisi degni del miglior attore sulla piazza.

Ama i rituali sociali e istituzionali ai quali si inchina riproducendoli e contribuendo a perpetuarli. Valuta molto negativamente le voci fuori dal coro politicamente corretto (di cui fa parte “ad honorem”).

Si dichiara “moderato” in ogni occasione, afferma di essere contrario a ogni estremismo, sostanzialmente non condivide il pensiero innovatore (né filosofico, né scientifico). Di fatto non si spende mai per ridurre i costi della politica, di cui è fiero difensore.

 

Impressioni

Osservando l’attività dei media, si ha l’impressione che l’opinione pubblica sia allergica a ogni contenuto non conformista, anche di tipo musicale (San Remo docet).

I più grandi cantanti italiani propongono spesso canzoni d’amore; i programmi televisivi di maggiore ascolto sono generalisti; la stampa di maggiore diffusione è calcistica.

 

L’intellettuale conformista

Il conformista ama smodatamente gli intellettuali famosi, specialmente quelli politicamente schierati. Tutte le pubblicazioni, che favoriscono il pensiero corrente, sono da lui lodate e consigliate.

L’intellettuale conformista è il vero fulcro della comunicazione moderata, si incarica di informare il pubblico e di confermare in ogni angolo che i contenuti divulgati dal vertice corrispondono al vero.
L’intellettuale conformista presta la propria figura per corroborarne i testi:

La ripresa economica è reale, lo dicono i dati”.

Non esiste un allarme criminalità, i reati sono in calo” (sempre secondo le statistiche).

L’immigrazione di massa porterà solo vantaggi al Paese”.

L’Islam è la religione della pace”.

Quando torneremo al Governo, finalmente realizzeremo le riforme necessarie”.

Il conformista benpensante e perbenista diffonde il messaggio positivo del “va tutto bene”.

Le precedenti affermazioni ben si adattano alle seguenti, seppure queste ultime siano più datate:

Con lo stipendio da parlamentare non si arriva a fine mese”;

I tibetani sono tutti terroristi”;

Elvis Presley è vivo e risiede in Alabama”;

Riccioli d’oro voleva fare un colpo di stato in USA”;

Hasta la victoria siempre”.

 

Tolleranza del conformista

Se da un lato, la comunicazione conformista non accetta contenuti “politicamente scorretti”, dall’altro lato, gli intellettuali e la stampa tollerano affermazioni di ogni genere se pronunciate da membri o esponenti di minoranze sociali, etniche, politiche. Il meccanismo funziona perché si giustificano parole provenienti da culture diverse.

Un chiaro esempio sono le invettive del presidente turco Erdogan contro l’infedele e corrotta Europa, le quali sono puntualmente derubricate e dimenticate dai politici e dalla stampa europee. Per l’Unione Europea la Turchia è, di fatto, una minoranza nel panorama geopolitico internazionale.

D’altro canto, però, il conformista si indigna per le baggianate, come per i due centesimi di balzello che il legislatore ha istituito per l’acquisto dei sacchetti biodegradabili, da usare al supermercato.

Egli non vede i veri salti in avanti della tassazione.

 

In ultima analisi

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.” Art. 21 della Costituzione Italiana.

Per essere in grado di manifestare un proprio pensiero, sempre nei limiti della legge, è necessario prima aver raggiunto un sufficiente livello di preparazione.

Leggere, informarsi, ricevere un’educazione, essere socializzati sono parti del vissuto di ogni individuo.

Esprimere un pensiero compiuto è un diritto, ma anche un piacere personale. Il conformista non esprime un proprio pensiero, ma condivide quello di qualcun altro.

I conformisti piacciono tanto alla politica e ai suoi intellettuali perché essi sono un gruppo di seguaci a costo zero, su cui contare per diffondere linee di scelta su fronti diversi.

Precedente Lo scontro verbale Successivo Sottomissione

Rispondi

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.