Aspettative di vita, al bivio

Prima il bivio e poi il labirinto davanti

 

Bivio
Bivio

 

Bivio

Quando eravamo piccoli, era facile sentire nei discorsi famigliari parole del tipo “quando sarai grande..”, “lavorerai in un posto di prestigio..”, “diventerai..”.

Tante parole piene di aspettative hanno creato in (alcuni di) noi un panorama idilliaco, a tratti seriamente illusorio. A scuola e altrove i genitori parlavano tra loro. Erano gli anni settanta e ottanta, si respirava un certo ottimismo, si nutrivano delle speranze.

I professionisti affermati stavano già preparando un domani preciso per i loro figli. Medici, avvocati, notai, commercialisti, ingegneri davano come assodato per la loro progenie un percorso di vita professionale segnato e proficuo.

Per gli altri? Per gli altri c’era molta più cautela e umiltà. I discorsi erano di sicuro più pacati, concepiti in maniera da non eccedere nelle aspettative. Perché, molto più verosimilmente rispetto agli “illustri” vicini di banco, il loro percorso di vita sarebbe stato più tortuoso, meno facile.

Ognuno davanti aveva un bivio, personalizzato.

Poi sono arrivati i parenti, la faccenda si è complicata. Mia zia ha tentato numerose volte di condizionare le mie scelte scolastiche, formative infine professionali. Ha contribuito a creare maggiore confusione nella testa di un adolescente. Senza fornire soluzioni.

All’università un certo professore parlava di “un impiego in società di consulenza per l’analisi del mercato”, dandolo per sicuro. I ragazzi meno ingenui sorridevano davanti alla cattedra.

Impiccioni

Alla fine dei conti, troppa gente si intrufola nel destino dei ragazzi e degli adulti, dando consigli non richiesti e fornendo previsioni di vita meno precise del servizio meteorologico. Il che è davvero tutto dire.

Nessuno in verità poteva anticipare i giorni a venire, né può farlo tuttora. La vita, si sa, è imprevedibile e le vie del Signore sono infinite, per cui si pecca sempre di arroganza e saccenteria.

Dalla partenza con aspettative di vita alte, siamo poi stati ridimensionati a più miti consigli. Da previsioni di alti livelli professionali e di prestigio, molti sono piombati a fare la fila all’ex ufficio di collocamento per una graduatoria sui presenti.

Labirinto

Se prima pensavamo ad un lavoro soddisfacente, ora molti di noi devono rivedere al ribasso le ricerche, forse dovendosi accontentare di “un lavoro qualunque”.

Ma attenzione, sono parole assolutamente da non dire durante un colloquio presso un agenzia di lavoro interinale: si finisce tra quelli che “non hanno le idee chiare, non sono professionali”.

Si capisce che in queste condizioni è come vivere dentro un labirinto, dove le idee si mescolano alle illusioni, le aspettative alla realtà.

I ragazzi più intraprendenti con alti livelli di studio, letteralmente scappano all’estero, dove esiste lavoro e meritocrazia.

Con chi dobbiamo confrontarci e discutere?

Sempre con le stesse categorie di persone: i furbetti, i personaggi scorretti, coloro che hanno dimostrato incapacità di programmare il futuro del Paese pur ricoprendo ruoli primari, i raccomandati che hanno “rubato” il posto ai migliori, i chiacchieroni.

Una buona percentuale di quelle categorie sono individuabili nella politica tradizionale, è bene non dimenticarlo.

 

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