L’indifferenza sociale ponderata

Incuranza, evitamento, indifferenza in opposizione al Sociale

 

indifferenza sociale
L’indifferenza sociale è una pratica consueta

 

 

L’inferno sono gli altri.

J. P. Sartre, “A porte chiuse” 1944

 

Il sociale è opprimente

Il sociale è un ambito pressante, talvolta può essere totalizzante. Le relazioni sociali inglobano ogni attività umana, sono presenti ovunque. Il sociale è generalizzazione, implica relazioni dal sapore mercantile, il sistema è lo stesso dello scambio. Nel sociale, ogni specificità personale è trascesa, abbandonata, ignorata, ciò che conta è il rapporto interattivo quantitativo.

Le manifestazioni concrete ed evidenti del sociale si trovano ovunque, basta osservarle: il rapporto di lavoro, la compra vendita, la raccomandazione, la politica, la corruzione, la televisione, le relazioni superficiali in qualsiasi ambiente.

Sono molte le situazioni, di intimità o più impersonali, in cui le nostre relazioni con gli altri possono essere oppressive. Un modo per mettere le persone a disagio, o gettarle nella disperazione, è quello di costringerle a intrattenere con altri relazioni troppo strette e continue – come spesso avviene, ad esempio, in carcere. (…) Vivere e interagire con altri, in gruppi, associazioni e organizzazioni, costituisce un aspetto pervasivo della vita di tutti gli esseri umani” (A. Giddens, “Sociologia”, Il Mulino, Bologna, 1994, pag. 283).

 

L’ambiente urbano e metropolitano

Il sociale si sviluppa e vive principalmente nell’ambiente di città. Essendo espressione del quantitativo e del monetario, il sociale ben si adatta all’urbanesimo moderno.

La base psicologica su cui si erge il tipo delle individualità metropolitane è l’intensificazione della vita nervosa, che è prodotta dal rapido e ininterrotto avvicendarsi di impressioni esteriori e interiori” (G. Simmel, “Le metropoli e la vita dello spirito”, Armando Editore, Roma, 1995, pag. 36).

La fitta trama di sollecitazioni nervose prodotte dall’ambiente cittadino condiziona le persone a diventare blasé (Ibidem, pag. 42), in quell’insieme di stimoli nervosi sono inclusi tutti gli effetti del sociale.

Per questo, possiamo affermare che il sociale è un problema, soprattutto per le persone non inclini alla sua più efficiente gestione, in sostanza perché genera stress da relazione.

Di fronte alla pervasività di certi modelli di comunicazione (nel/del sociale), alcune persone possono decidere di sottrarsi alla comunicazione stessa (K. Danziger, “La comunicazione interpersonale”, Zanichelli, Bologna, 1982, pag. 148; E. Goffman, “Il comportamento in pubblico”, Einaudi, Torino, 1971, pag. 117, 151).

 

Come si realizza il processo di sottrazione dal sociale?

Esiste un meccanismo semplice per sottrarsi dalle relazioni: è l’indifferenza sociale.

I sinonimi che possiamo utilizzare per rendere bene l’idea sono: fare l’indifferente, ignorare qualcuno, mostrarsi disinteressato, mostrarsi noncurante, fingere di non conoscere, fingere di essere occupato a fare altro, evitare l’incontro.

Solitamente, le persone evitano un incontro con persone conosciute semplicemente distogliendo da loro il proprio sguardo, facendo finta di non averle notate, di non averle riconosciute (E. Goffman, “Il comportamento in pubblico”, Einaudi, Torino, 1971, pag. 93-96).

Mostrarsi indifferente verso qualcuno equivale a ignorarlo, lo si evita evitando al contempo il contatto comunicativo, ci si sottrae da quella scambio (E. Goffman, “Relazioni in pubblico”, Bompiani, Milano, 1981, pag. 124).

Evitare le persone è l’atto operativo dell’indifferenza sociale. Intendiamo le operazioni di evitamento e di indifferenza come atti sociali, stando bene attenti a ciò che quei termini includono in senso lato e assoluto (vedere ultimo paragrafo del presente articolo).

 

Indifferenza sociale ed evitamento

Mostrarsi indifferente verso alcune persone e attualizzare l’evitamento verso di loro sono atti quotidiani, che si possono osservare frequentemente.

Nei numerosi luoghi di assembramento e riunione, le persone incontrano altre persone conosciute. E’ più che normale imbattersi in persone con cui i rapporti non sono buoni, in altre con cui abbiamo dei problemi non risolti, dei rancori accesi. Oppure, è vero che non si abbia voglia di intavolare un discorso con quella determinata persona, nonostante siamo con essa in normali rapporti, per un qualsivoglia motivo. Infine, evitare/ignorare bulli e altre persone moleste di ogni sorta è un sistema consolidato.

Le situazioni del sociale sono tantissime e soprattutto sono molto complesse.

Può capitare che una parola fuori posto crei tensioni e se non adeguatamente controllata possa portare a uno scontro vero e proprio.

Nella nostra osservazione specifica, abbiamo notato che la pratica dell’indifferenza sociale tra le persone conosciute è abituale. In specifici casi abbiamo osservato persone evitare famigliari di qualsiasi grado.

Il caso emblematico della ragazzina che evita i genitori in giro per strada, perché vestita in modo “sconveniente” (o perché in dubbia compagnia) è un esempio consueto.

 

Esempi reali del sociale

Abbiamo osservato alcune situazioni.

C. F. donna di trentacinque anni circa risulta l’esempio più emblematico dello schema dell’indifferenza sociale. Apparentemente partecipativa, rifiuta ogni tipo di dialogo, anche all’interno di contesti parentali di secondo grado. Utilizza in modo pratico e pervicace la strategia dell’indifferenza sociale ogni qualvolta una persona (specifica) le rivolge la parola. Taglia i discorsi con parole di circostanza, lascia cadere ogni tentativo di legame, evita i contatti. Abbiamo osservato che solo con alcune persone, preferibilmente della cerchia amicale, non utilizza l’arma sociale dell’evitamento.

C. D. donna di trent’anni circa, rappresenta un altro esempio di attrice dell’indifferenza sociale. Utilizza la strategia dell’evitamento solo su determinate persone, per escluderle dai rapporti di conoscenza e relazione. Devia poi l’attenzione degli avventori indirizzando la responsabilità delle non relazioni a chi essa ha escluso.

A. F. uomo di quarantasette anni, persona in vista in ambito parrocchiale tende a marcare il territorio con la strategia dell’indifferenza sociale. Evita accuratamente particolari compagnie per costruire un suo gruppo ristretto di relazioni. Considerando tuttavia che le relazioni intessute si allargano su tutta la geografia diocesana, A. F. conta una buona cerchia di contatti. In base alle nostre osservazioni, per mezzo dell’evitamento sociale ha allontanato numerose persone non gradite, scremando notevolmente l’elenco dei contatti.

Altri esempi che abbiamo raccolto riguardano professionisti affermati (commercialisti, avvocati, architetti, eccetera) che fuori dallo studio o dall’ufficio tendono a evitare il contatto con dipendenti o clienti minori.

Un ulteriore esempio riguarda le commesse dei supermercati di quartiere, che si dimostrano molto gentili (e magari amichevoli) al banco ma, di solito, per strada evitano gli sguardi di coloro che hanno servito.

 

Complessità e selezione

Essendo la generalizzazione (ossia il contrario della specificità) la caratteristica principale del Sociale, possiamo affermare che la miriade di relazioni possibili al suo interno creano complessità crescente.

Quel tipo di complessità sociale va necessariamente ridotta, mediante una selezione da farsi tra le possibilità di relazione (C. Baraldi, G. Corsi, E. Esposito, “Luhmann in glossario”, F. Angeli, Milano, 1996, pag. 65).

In altre parole, significa selezionare le relazioni all’interno della propria sfera sociale, usando gli schemi e gli strumenti sociali a disposizione (indifferenza sociale ed evitamento in primis).

 

L’evitamento nello studio della psicologia

L’evitamento è un meccanismo di difesa dai problemi, tipico dei disturbi d’ansia, in cui si evita di entrare in contatto con situazioni o cose temute. (…) L’evitamento è una strategia comportamentale messa in atto allo scopo di sottrarsi dall’esposizione a situazioni, persone, eventi temuti, cioè che suscitano emozioni considerate negative per chi le sperimenta. (…)

L’evitamento è un comportamento adattivo nella misura in cui permette di allontanarsi da una situazione di pericolo o di minaccia reale. Perde il suo valore adattivo quando si trasforma in una soluzione coercitiva, che limita le possibilità di esplorazione (Sassaroli et al., 2006). In questo caso l’evitamento perde il suo valore adattivo e diventa un vero e proprio meccanismo di difesa utilizzato per proteggersi da uno stato mentale o da un esperienza considerata intollerabile, e quindi da evitare in qualunque modo.

L’evitamento può riferirsi a situazioni esterne ma anche a stati interni (pensieri, emozioni, sensazioni).”

Fonte della citazione

Sassaroli (a cura di) e altri, “Psicoterapia cognitiva dell’ansia. Rimuginio, controllo ed evitamento”, R. Cortina Editore, Milano, 2006

 

Il rischio patologico

La psicologia ci ricorda che utilizzare l’evitamento in modo compulsivo, aumenta lo stato d’ansia e che tale meccanismo diventa fine a sé stesso, patologico (il cosiddetto circolo vizioso).

Il sistema dell’evitamento sociale andrebbe utilizzato con parsimonia, poiché può diventare pericoloso soprattutto per le persone affette da stati depressivi. L’indifferenza autoreferenziale e autoriproduttiva è tipica di casi patologici, che devono essere riconosciuti e trattati da specialisti qualificati.

Gli stessi psicologi suggeriscono che piuttosto di evitare i contatti sociali, sarebbe più opportuno cogliere l’opportunità offerta dalle relazioni, in termini di arricchimento personale e collettivo.

Goffman parla di “occasione di incontro in generale” e di “rispetto per l’altro” (E. Goffman, “Il comportamento in pubblico”, Einaudi, Torino, 1971, pag. 118).

 

L’indifferenza è una delle facce del sociale

Dimostrarsi indifferente verso qualcuno, significa evocare il sociale sotto mentite spoglie. Il sociale si camuffa nei panni dell’indifferenza. Le persone si conformano al e nel sociale, abbandonano la propria specificità, la propria identità particolare, in modo da partecipare agli scambi e alla comunicazione sociale.

L’indifferenza e l’incuranza sono metodi utili a bloccare la comunicazione e gli scambi, bloccano le relazioni anticipandole. Pertanto, l’indifferenza è parte del sociale, perché si tratta di una strategia relazionale a tutti gli effetti, che esiste nel sociale e materializza i suoi effetti nella società.

 

Strategia sociale

La scelta dell’indifferenza sociale (della incuranza, del disinteresse) verso qualcuno, perciò verso lo stesso sociale, porta a conclusioni di tipo utilitaristico / egoistico / individuale. Il sociale è pervasivo, non tutti sono in grado di trattarlo talvolta di arginarlo e convogliarlo, per cui le persone operano la scelta dell’evitamento.

L’indifferenza è una vera e propria strategia sociale: negare la presenza altrui, non riconoscerla, ignorarla, crea l’effetto di trattare le persone come fantasmi e si ottiene l’obiettivo di evitare il loro contatto relazionale.

Se utilizzata con la dovuta abilità e perizia, l’indifferenza sociale esclude dagli scambi relazionali determinate persone e non altre, scarta precisi individui non desiderati. La strategia sociale dell’indifferenza sociale opera una vera e propria selezione delle relazioni.

Abbiamo evidenziato prima che la psicologia ci avverte dei rischi sottesi alla strategia dell’evitare le persone: può essere sintomo di paura relazionale, può essere un puro e semplice metodo di difesa che sottende una patologia. Se quella strategia sociale è fine a sé stessa.

Se invece il mostrarsi indifferente verso qualcuno, il non considerarlo, l’atto di evitarlo, sono azioni consapevoli di opposizione precisa al sociale, possiamo affermare che di patologico non ci sia nulla. Anzi, evitare una persona diventa un genuino atto all’interno della sfera del sociale, normalmente attuato in ogni ambito sociale al fine

  • di selezionare i contatti
  • di arginare l’invadenza e la complessità del sociale
  • di ridurre lo stress da relazione.

 

Effetti dell’indifferenza sociale

La strategia dell’evitamento, e quindi dell’indifferenza sociale, si riverbera sulle persone escluse creando l’effetto della tappezzeria sociale.

Solo determinati individui sono esclusi dalla comunicazione, dal gruppo di riferimento, da certi ambienti sociali, finiscono relegati a fare da arredamento nella scenografia sociale in atto.

 

L’indifferenza in senso lato

In senso assoluto, l’indifferenza è una pratica egoistica poiché incide sull’attenzione empatica che le persone riservano alle altre. Si parla di indifferenza in senso lato quando le persone per strada fanno finta di non vedere una persona che chiede la carità, quando si ignorano le sofferenze dei più piccoli, oppure nel caso di incuria degli anziani e dei disabili, infine quando ci si disinteressa delle persone in guerra.

 

indifferenza sociale
Indifferenza metropolitana

 

L’indifferenza sociale, nella nostra osservazione, piuttosto riguarda le relazioni tra conoscenti a vari livelli, ha valore di riduzione dello stress da relazione, serve per circoscrivere gli effetti del sociale nella propria vita quotidiana.

Giusta o sbagliata che sia, l’indifferenza sociale è una strategia consueta praticata da molti individui.

 

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