Moderati o estremisti?

Moderati o estremisti è il dubbio di fondo della comunicazione occidentale

 

 

 

Islam VS Occidente

Maometto, afferma uno dei migliori conoscitori dell’Islam <<è il profeta della lotta e della guerra>>. Ciò che egli fece inizialmente nell’ambito arabo vale come testamento per i suoi seguaci: lotta contro gli infedeli, estensione non tanto della propria fede quanto della propria sfera di potere, che è la sfera di potere di Allah. I combattenti dell’Islam devono innanzitutto sottomettere, più che convertire, gli infedeli”.

“Il Corano, il libro del Profeta ispirato da Dio, non lascia alcun dubbio in proposito. <<Dopo che siano trascorsi i mesi sacri, uccidete gli infedeli ovunque li troviate; afferrateli, opprimeteli, tendete loro ogni insidia>> ”.

(E. Canetti, “Massa e potere”, Adelphi, Milano, 1997, pag. 172)

Secondo il diritto islamico, il jihad (guerra santa, ma anche sforzo sulla via di Dio), diventa obbligo personale di tutti i credenti capaci di portare armi solo in caso di aggressione. (…) Sarebbe raccomandabile una campagna l’anno contro gli infedeli. (…) L’attacco agli infedeli deve essere preceduto da un chiaro invito a convertirsi: e solo dopo un esplicito rifiuto si deve procedere alla guerra”.

(A. Bausani, “L’Islam”, Garzanti, Milano, 1995, pag. 60)

 

Riflessioni degli “intellettuali”

Rispetto a questi “dettami” espressi nel testo sacro islamico, gli intellettuali occidentali hanno introdotto la dicotomia: musulmani moderati / musulmani estremisti (o radicali).

Il ragionamento muove sulla diversa interpretazione che i fedeli musulmani darebbero alle parole del testo sacro: gli estremisti prenderebbero alla lettera le parole del Corano; i moderati, invece, ne farebbero un’interpretazione filosofica o allegorica.

Gli intellettuali occidentali (e con loro anche certi politici) hanno così individuato la perfetta categoria cui apparterrebbero i terroristi islamici (o islamisti).

 

Politica moderata

Alla stessa maniera la politica in Occidente sostiene la tesi, secondo la quale, gli estremisti siano la minoranza e non rappresentino l’intero mondo musulmano. Infatti, su oltre un miliardo di fedeli, solo poche centinaia di essi sono stati disposti a realizzare attacchi suicidi con esplosivi. “Poche” altre centinaia hanno assaltato luoghi di aggregazione.

Un’altra tesi cara agli intellettuali occidentali, soprattutto europei, sottolinea che la maggioranza dei caduti per mano islamica siano essi stessi islamici. Si ricordano le perenni lotte tra sunniti e sciiti, per il controllo dell’intero mondo islamico.

Gli stessi intellettuali europei dimenticano colpevolmente le persecuzioni dei cristiani nei territori degli Stati islamici (Africa, Medio Oriente, Asia). Mancano i numeri a testimonianza, perciò si passa oltre.

 

Stampa politicamente corretta

Gli organi di comunicazione occidentali evitano di considerare gli eventuali fatti di sangue, con protagonisti stranieri di fede musulmana, immediatamente come reati di tipo terroristico, derubricandoli una volta come il “gesto di uno psicopatico, di un depresso”, oppure come “gesto isolato”, “normale femminicidio” e simili. Salvo poi fare uscire una “edizione straordinaria” nella quale riscrivere la notizia con le corrette informazioni: “i responsabili dell’attacco erano tutti conosciuti alle Forze dell’Ordine come soggetti radicalizzati”.

Edizione corretta della notizia

Dall’altro lato, non sono evidenziabili totali e definitive dichiarazioni di dissociazione da parte di tutto il mondo musulmano, di fronte agli atti di violenza e orrore perpetrati dai terroristi islamici (o islamisti).

 

Dicotomie di riferimento

Nel mondo occidentale esiste la distinzione tra moderato ed estremista islamico (o islamista), mentre nel mondo islamico esistono solamente i fedeli e gli infedeli. Ricordiamo che gli infedeli sono tutti i “non musulmani”.

Per gli intellettuali e i politici in Occidente la cosiddetta “questione dell’Islam” è ridotta a una pratica politica (quasi burocratica): all’unanimità si dice che non esiste una guerra tra i musulmani e gli occidentali. E’ vero, l’Occidente non ha mai dichiarato guerra all’Islam. Ma nessuno può affermare il contrario.

 

Questione sociale e politica

L’immigrazione islamica in Occidente prima è una faccenda sociale e politica, poi, alla luce dei fatti di cronaca può diventare anche una faccenda di gravità superiore.

Il binomio moderati o estremisti sposta il dibattito sul campo caro ai filosofi, lasciando senza idee le persone comuni, che non si occupano di disquisizioni filosofiche, ma che potrebbero trovarsi invece di fronte un terrorista presso una piazza, in metropolitana, a un concerto.

 

Approfondimento

Le troppe realtà negate nella guerra degli islamisti

Corriere della Sera – Editoriale

 

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