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Il professore decapitato

professore decapitato

Libertà di espressione e di satira VS estremismo islamico

 

 

professore decapitato
Il professore francese decapitato

 

 

I fatti

Il giorno 16 ottobre 2020, il professore francese Samuel Paty è stato decapitato per avere mostrato in classe le vignette satiriche della rivista “Charlie Hebdo”.

Il giorno 5 ottobre, il prof. Paty aveva proposto una lezione sul rapporto tra satira e libertà di espressione, durante la quale aveva per l’appunto mostrato le vignette incriminate.

E’ stato condannato a morte da un gruppo di musulmani, che non ha digerito la proposta didattica.

Il giorno 12 ottobre 2020, il prof. Paty si è presentato in Commissariato per rispondere alle accuse di diffusione di materiale pornografico, presentate dal genitore di un allievo.

L’assassino è stato identificato nella persona di Abdoulakah Anzorov, diciottenne ceceno, immigrato in Francia con la richiesta di asilo politico. Egli è il tipico esempio di migrante cosmopolita, tanto idolatrato dalla propaganda globalista contemporanea.

 

Gli uomini dei servizi segreti, la polizia e i gendarmi sono sbarcati all’alba nelle banlieu a nord di Parigi dove su Samuel Paty – come ha detto sempre il ministro dell’Interno, Gérald Darmanin – era stata pronunciata “una fatwa”. Hanno bussato a casa di ottanta persone che hanno reagito con esultanza o soddisfazione al barbaro assassinio di Paty, aggiungendo a undici individui in stato di fermo quattro studenti che avrebbero “venduto” informazioni sul loro prof al suo carnefice, Abdullakh Anzorov.” (19 ottobre 2020)

 

Mobilitazione civile

Numerose sono state le iniziative a ricordo del professore ucciso, altrettanto numerosa è stata la partecipazione della gente comune. Poiché è chiaro che sia in gioco la sopravvivenza della cultura nazionale, custode dei principi della Rivoluzione Francese: “Liberté, egalité, fraternité”.

 

«Continueremo, professore. Con tutti gli insegnanti e i professori di Francia, insegneremo la Storia, le sue glorie e le sue vicissitudini. Faremo scoprire la letteratura, la musica, le opere dell’anima e dello spirito. Ameremo con tutte le nostre forze i dibattiti, gli argomenti ragionevoli, la scienza e le controversie. Come lei, coltiveremo la tolleranza. Come lei, cercheremo di capire, senza sosta, e insegneremo il senso dell’umorismo e la distanza».

«Non rinunceremo alle caricature, ai disegni.»

E. Macron, durante l’omaggio della nazione francese al prof. Paty, 21 ottobre 2020, alla Sorbona.

 

Mondialismo, cosmopolitismo, globalismo

La vicenda non ha riscosso una sufficiente eco in territorio italiano, perché non è proprio idonea alla propaganda multiculturalista, che impera su molti media di massa.

In Italia, ha molto più successo la retorica cosmopolita che ne fa il ventre molle dell’Europa.

 

Reazione spropositata

L’offesa e l’insulto alla religione islamica sono senz’altro da condannare, ma ancora di più un barbaro assassinio è da condannare. Non è tollerabile rispondere a un insulto con la brutale violenza.

E’ tutto da verificare che il prof. Paty abbia offeso l’Islam con la sua lezione, nella quale secondo le indagini, stava proponendo un dibattito sulla libertà di espressione.

L’orribile crimine, di cui si è macchiato un ampio gruppo di musulmani (che abbiano o meno passaporto francese ha pochissima importanza), deve richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica, della società civile e delle istituzioni nazionali tutte, sul tema della convivenza civile più volte sottovalutato, se non tatticamente evitato dalla politica dentro e fuori da qualsiasi Parlamento.

 

Pretesa di impunità

Decapitare una persona è un atto criminale di ferocia inaudita, riporta alla mente le pratiche belliche medievali.

Qualsiasi legislazione vigente, nei vari paesi occidentali, persegue e punisce gli atti violenti e i crimini efferati. Nonostante la minaccia della sanzione giuridica, i presunti criminali islamisti/islamici non ci pensano due volte a colpire. Abbiamo l’impressione che essi siano motivati dalla convinzione di essere immuni, di rimanere impuniti.

Ricordiamo che l’unica legge cui si sottopongono i fedeli musulmani è il sacro Corano, è la “Sharia”, tutto il resto non è contemplato.

 

professore decapitato
Desiderio di Sharia in Francia

 

Pacifica convivenza?

Nel nostro contributo intitolato “Culture incompatibili e integrazione assente”, abbiamo focalizzato l’attenzione sul rapporto tra la cultura occidentale (attualmente laica) e la civiltà islamica immigrata. Tendenzialmente, è stato provato che gli immigrati musulmani replicano usi e costumi nel territorio che li ospita, anche se sono contrari alle leggi. Parimenti, essi difendono ostinatamente la propria cultura di riferimento, malgrado certe usanze ledano i diritti umani (segregazione della donna, uso normale della violenza), sebbene siano ad essa elargiti ampi spazi di autonomia e tolleranza.

La cultura occidentale è formalmente invisa alle comunità islamiche sparse in tutta Europa.

E’ stato altresì documentato che gli stessi immigrati musulmani si arroccano spesso in quartieri (come le banlieu francesi) che occupano e trasformano in veri e propri ghetti etnici, dove impiantano la legge islamica (“Sharia”).

 

L’agguato perpetuo

Il 20 giugno 2020 a Reading, quartiere universitario di Londra, un richiedente asilo libico attacca i passanti a colpi di coltello.

Il 19 agosto 2020, un immigrato iracheno causa incidenti stradali sull’anello autostradale fuori Berlino. Il trentenne Sarmad A. ha gridato «Allah Akbar» durante la sua operazione terroristica. Gli inquirenti tedeschi hanno confermato la matrice “islamista” dell’attentato.

Il 25 settembre 2020, è stato perpetrato un ennesimo attacco all’arma bianca, a Parigi vicino all’ex sede della rivista satirica “Charlie Hebdo”. Il ministro dell’Interno, Gerald Darmanin ha dichiarato che si è trattato sicuramente di un attacco islamista.

Il 29 ottobre 2020, un tunisino di ventuno anni massacra a colpi di coltello tre persone nella cattedrale “Notre Dame” di Nizza. E’ stato accertato che l’attentatore ha continuato a gridare “Allah akbar”, che è entrato in Europa da Lampedusa lo scorso settembre.

 

Nel solo 2019, sono stati confermati diciotto attentati terroristici di matrice islamica in Europa.

Per un elenco completo degli attentati terroristici islamici in Europa, dal 2004 al 2019, rimandiamo a questa pagina.

 

Estremista, islamista, caso psichiatrico

I commentatori televisivi e radiofonici insistono nel definire “estremisti” e/o “islamisti” tutti gli attentatori islamici. Nessuno di loro, tuttavia, riesce a rispondere alla domanda del perché non ci siano nelle comunità musulmane, persone che prendono le distanze dai fatti di sangue.

Gli analisti e gli esperti si affrettano, in ogni occasione, a sottolineare che l’Islam nel suo insieme non corrisponde agli ideali dei terroristi islamisti.

Dirigenti delle Forze dell’Ordine e giornalisti sottolineano che l’attentatore di turno è affetto da problemi psichiatrici.

E’ il solito copione che si recita a seguito di un attentato. Il filosofo marxista francese Michel Onfray ha trattato e approfondito l’argomento nel suo saggio dal titolo “Pensare l’Islam”.

Il cosiddetto estremismo islamista (islamico) evidenzia l’obiettivo di creare una perpetua condizione di terrore, nella quale chiunque si senta minacciato (in Francia, in Inghilterra, in Germania, ma potenzialmente in tutto il mondo occidentale).

Gli attentatori islamici credono/pretendono di rimanere impuniti.

 

 

Evoluzione e proteste

Le parole del presidente francese E. Macron non sono passate inosservate presso il mondo musulmano. In particolare, il turco Erdogan ha colto l’occasione per lanciare nuove e dure invettive (25-29 ottobre 2020). Erdogan ha apertamente insultato Macron dandogli del “malato di mente”, affermando che egli “vuole le crociate”. Secondo Erdogan, i fedeli musulmani d’Europa sono discriminati allo stesso modo degli ebrei durante il periodo nazista.

Il nodo delle vignette satiriche non riduce la sua carica virale.

Alcuni intellettuali (italiani e francesi) hanno fatto sentire la loro voce in difesa dei valori occidentali, come l’uguaglianza e la laicità. Hanno smentito categoricamente l’affermazione di Erdogan, in quanto in Europa è garantita a tutte le minoranze religiose la completa libertà di culto e di permanenza, senza persecuzioni.

A seguito degli attacchi verbali di Erdogan, numerosi paesi musulmani si sono schierati al suo fianco, contro la Francia, pronti al boicottaggio dei prodotti francesi. Non sono valsi a nulla gli appelli alla calma, lanciati da varie parti della società civile.

Che sia davvero uno scontro di civiltà – difficile da smentire, in quanto la veemenza della sollevazione popolare contro l’Occidente è inequivocabile, così come indubbia è la rabbia islamica contro la cultura occidentale – oppure che sia in verità un confronto economico e geo-politico turco-francese nello scacchiere africano e mediorientale, è materia di analisi e divertimento per esperti, giornalisti e presunti tali.

Altrettanto vero è il fatto che l’Europa si trova inerme davanti al terrorismo islamico/islamista, che gioca alla guerriglia urbana con cittadini inermi.

 

Il Post

Rai News 24

Analisi Difesa

 

 

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Pubblicato da Il Sociale Pensa

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