Degrado urbano

Tutti possono notare lo stato in cui versa la propria città.

 

Degrado urbano
Degrado urbano

 

La notizia del degrado urbano

L’osservazione del degrado urbano è, prima di tutto, una questione giornalistica, perché essendo un fatto negativo crea una notizia passibile di pubblicazione.

Il degrado urbano è visibile, irritante, crea squallore, condiziona in negativo la vita dei residenti. I giornalisti, periodicamente, si occupano delle condizioni delle città, ne osservano a modo loro lo stato e il decoro.

Come per ogni tema, è necessario andare a fondo per capire le ragioni della sua esistenza.

Il Corriere della Sera

A Bologna

Il Sole 24 Ore

 

Identificazione

La parola “degrado è un derivato del verbo “degradare” e significa “deterioramento, decadimento, rovina” ), è il “graduale passaggio da una condizione migliore a una peggiore: degrado ambientale, architettonico, sociale, economico”.

Il degrado urbano ha vari volti, assume diverse immagini: la sporcizia sulle strade, la decadenza architettonica, la povertà, la delinquenza, la corruzione, l’occupazione indebita di porzioni di territorio. Possiamo chiamarli agenti o fattori del degrado.

 

Il degrado urbano e i suoi attori

La città è fatta dalle persone che ci vivono, dalle Autorità che la governano, dalle costruzioni che la caratterizzano. Queste ultime sono oggetti inanimati, non possono agire bensì solo subire la condotta dei cittadini.

Ciò che succede in città è responsabilità di chi ci abita, di chi ci lavora, di chi la visita per un qualsiasi motivo. Ovviamente sono responsabili anche le Autorità locali dello stato dell’ambiente urbano.

Troviamo cumuli di immondizia abbandonati, è perché qualcuno se ne è sbarazzato; gli addetti alla pulizia stradale non hanno ancora rimediato.

Se notiamo degli edifici rovinati e abbandonati è perché i proprietari non hanno le risorse monetarie o la convenienza a ripararli; significa anche che gli amministratori locali non sono dei grandi osservatori.

Se si verificano reati comuni è perché qualcuno se ne serve per ottenere illecitamente delle risorse.

Al mercato rionale presenziano commercianti abusivi, che evadono il Fisco e si fanno beffe dei lavoratori onesti, è perché mancano i controlli delle Autorità locali.

Se aumentano i disoccupati e i poveri in città è perché il tessuto economico è in crisi; l’economia è manovrata dalle persone non da entità astratte e metafisiche.

 

Immondizia ed edifici fatiscenti

Dentro la città si possono osservare diversi gruppi sociali, che vivono fianco a fianco ma non in simbiosi. Ciò crea una eterogeneità che aumenta il distacco tra gli stessi gruppi sociali. E’ la crisi del comportamento collettivo nella comunità urbana (P. Guidicini, “Nuovo manuale per le ricerche sociali sul territorio”, F. Angeli, Milano, 1998, pag. 126, 260).

La prima immagine della città al pubblico è molto importante, notare cumuli di immondizia in giro e l’incuria per gli edifici fornisce una prima impressione difficile da eliminare nella mente delle persone.

Sui giornali si possono leggere articoli su questo agente di degrado nelle grandi città come Roma, Milano, Torino, Venezia. Non solo, anche la cronaca locale di piccole realtà cittadine contiene denunce di questo tipo.

Sono lo specchio di un’abitudine negativa di una parte dei residenti, ma anche il sintomo dell’inefficienza dell’amministrazione locale.

Comportamenti lesivi della collettività indicano una scarsa o nulla appartenenza delle persone alla collettività, al contesto sociale urbano in cui vivono. Inoltre, mancano attività di controllo sociale da parte del vicinato, del quartiere, della comunità, perché quegli elementi urbani sono stati erosi dall’individualismo moderno, tipico della vita metropolitana (R. Ledrut, “Sociologia urbana”, Il Mulino, Bologna, 1969, pag. 92-93; L. Wirth, “L’urbanesimo come modo di vita”, Armando Editore, Roma, 1998).

La comunità locale è in forte difficoltà, soprattutto se non trova sostegno nell’Autorità amministrativa cittadina (retta dalla politica).

Osserviamo tuttavia una marcata carenza di senso civico, nonché la mancanza di rispetto per la collettività, che gli anziani chiamano (non a torto) maleducazione diffusa. La sporcizia e le indecorose condizioni delle nostre città sono inversamente proporzionali alla civile convivenza.

 

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Slums e baraccopoli nelle metropoli più famose

Nelle grandi città, soprattutto dell’America Latina e del cosiddetto Terzo Mondo, gli studiosi hanno osservato la formazione di nuclei abitativi precari, popolati da persone in forte condizione di disagio personale e sociale.

Uno slum è composto da case lungo una strada; una baracca è una casa in mezzo alla strada. Lo slum è l’ultimo rifugio dell’abitante della città; la baracca ne è il primo. Lo slum rappresenta la frammentazione della società; la baracca spesso mostra il volto della coesione sociale. Se proprio vogliamo usare per entrambi il termine slum, allora bisogna distinguere tra gli <<slums della disperazione>> e gli <<slums della speranza>>” (E. Jones, “Metropoli”, Donzelli, Roma, 1993, pag. 163).

Tra le baraccopoli e gli slums occidentali una prima differenza è chiaramente visibile: mentre i secondi corrispondono alla parte più vecchia delle città, le prime ne costituiscono quella più recente” (Ibidem, pag. 161).

Nel Mondo occidentale, lo slum è una forma di insediamento urbano degradato, conosciuto già dall’inizio del Novecento. In particolare, è stato studiato efficacemente dalla Scuola sociologica di Chicago. Le stesse caratteristiche sono state poi individuate nelle zone urbane europee, nello specifico delle grandi metropoli francesi, tedesche, inglesi.

Lo slum è un’area tipica di degrado e disorganizzazione, in cui l’invasione di iniziative economiche ha come conseguenza la speculazione sul valore dei terreni. Ma gli affitti sono bassi, perché, dato che vi si è insediato il piccolo commercio, essa non è più appetibile come area residenziale. E’ piena di edifici cadenti perché molti proprietari, in attesa di vendere i suoli a scopi commerciali, lasciano che vadano in rovina e chiedono come affitto solo quanto basta per pagare le tasse. A parte qualche rara struttura edilizia industriale e qualche isolato occupato da imprese commerciali, nello slum non si costruisce nulla, e la maggior parte dei fabbricati esistenti si trova lì da una generazione o più.

Lo slum è una zona di libertà e di individualismo. Nei suoi ampi spazi gli uomini non conoscono i propri vicini e non se ne fidano. A parte alcune famiglie isolate, gran pare della popolazione locale è di passaggio: prostitute, criminali, fuorilegge, hobos. (…) Qui si trovano anche le zone in cui gli immigrati trovano una prima sistemazione, le comunità straniere. E qui si raccolgono i gruppi stranieri <<indesiderabili>>, come i cinesi e i neri” (H. Zorbaugh, “Lo slum”, in R. Rauty, a cura di, “Società e metropoli”, Donzelli, Roma, 1999, pag. 169).

 

Microcriminalità

E’ sicuramente l’agente di degrado urbano più nascosto e pericoloso. La delinquenza urbana più conosciuta riguarda lo spaccio di stupefacenti, il furto, la rapina, la violenza sessuale.

I reati commessi all’interno del tessuto urbano sono avvertiti molto negativamente dalla popolazione, infatti “gli autori sono percepiti da chi lavora come non partecipanti alla produzione di beni, che, rifiutando ogni impegno, vivono alle spalle della parte attiva della società, e che si procurano il proprio sostentamento esclusivamente o prevalentemente con mezzi illegittimi” (G. Ponti, “Compendio di criminologia”, R. Cortina Editore, Milano, 1990, pag. 147).

In questo spazio non intendiamo citare le principali teorie che provano a spiegare il motivo dell’esistenza della criminalità urbana, ci è sufficiente individuare quel fattore (agente) come decisivo per la vita sociale dentro la città.

La criminalità, la microcriminalità, la delinquenza comune possono condizionare la vita economica e sociale di molte persone.

Esiste nella popolazione la percezione della delinquenza da notizie giornalistiche e da testimonianze di parenti, amici, conoscenti. I più sfortunati sono stati oggetto di atti delittuosi, che hanno causato danni patrimoniali e personali.

Il problema aumenta di pari passo al dilagare del crimine urbano, all’inadempienza della locale Amministrazione comunale, alle ridotte risorse delle Forze dell’Ordine, all’incertezza del diritto.

Di fronte ai fattori descritti, i residenti si potrebbero trovare di fronte al diminuito senso di sicurezza nel percorrere le strade. I residenti, pertanto, chiedono con forza un intervento serio all’Autorità amministrativa locale, che renda più sicuri i quartieri.

 

Accattonaggio e commercio abusivo

Con l’aumento dei flussi migratori e con l’esacerbarsi degli effetti della crisi economica, sono visibilmente aumentati i casi di accattonaggio cittadino e di commercio abusivo.

Fuori dai grandi magazzini, nelle vie del centro, nel mercato rionale, alle fiere cittadine è ormai considerato normale imbattersi in numerosi personaggi che chiedono “un’offerta” o che vendono cianfrusaglie di ogni genere (accendini, braccialetti, fazzoletti, calzini, portachiavi, fiori, eccetera), oppure capi di abbigliamento contraffatti.

Nelle ore di punta la mattina, la presenza di quelle persone si fa abbondante e insistente. Abbiamo raccolto testimonianze di anziani, che pur di levarsi di torno i questuanti, hanno aperto il portamonete. Alcuni degli anziani interpellati hanno confessato di essere intimoriti dall’insistenza degli abusivi, che solitamente sono ragazzi africani dalla grande mole corporea.

La quasi totalità degli accattoni e degli abusivi urbani sono immigrati stranieri, che tentano di sbarcare il lunario in questo modo illecito. Anch’essi, con la loro attività, contribuiscono ad allargare il degrado urbano, oltre che sociale.

 

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Conclusioni

Il degrado urbano crea danni alla comunità cittadina, crea desertificazione urbana. Gli agenti di degrado non sembrano perdere il loro vigore. Il degrado urbano è legato a doppio filo al degrado sociale, le cui caratteristiche sono però più complesse.

Le responsabilità del degrado urbano ricadono sulla parte di popolazione, residente e non residente, che si dimostra refrattaria alle norme di civile convivenza e che non si sente parte integrante della comunità urbana, del proprio quartiere.

Anche l’Autorità amministrativa, composta dalle forze politiche di maggioranza, ha la propria parte di responsabilità, poiché dovrebbe intervenire di propria iniziativa contro il degrado urbano e non solo in seguito alle reiterate domande dei cittadini.

Nel caso italiano, soprattutto di grandi e famose città, l’Autorità amministrativa è protagonista nell’assenza di intervento chiesto dai cittadini: per esempio i Vigili Urbani (la polizia municipale) che non rispondono alle chiamate di assistenza.

A livello locale, la politica si dimostra poco attenta alle istanze della popolazione, impegnata com’è a governare secondo proprie logiche di partito.

 

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