Sensazione metropoli

Metropolizzazione di luoghi e persone

 

 

Metropoli
La metropoli

 

Da città a metropoli

Le grandi città diventano metropoli, aumentano i propri confini, innalzano la densità abitativa. La complessità sociale riproduce il modello della società nazionale, la metropoli è un campione sociale dell’intero paese (A. Bagnasco, “Tracce di comunità”, Il Mulino, Bologna, 1999, pag. 12).

Quello delle dimensioni è un tema ricorrente e un assunto comune. (…) la dimensione è una misura relativa all’epoca e alla cultura.” Molti studiosi “concepiscono oggi la città come l’insieme globale delle attività della gente che vi abita e vi lavora, e ciò comprende un’area molto vasta, spesso estesa oltre i confini delle zone edificate” (E. Jones, “Metropoli”, Donzelli Editore, Roma, 1993, pag. 19).

Oltre ai caratteri quantitativi, la metropoli assume caratteristiche qualitative: politiche, economiche, sociali e culturali.

La metropoli si attribuisce importanza diversa in relazione alla sua leadership amministrativa e alla sua capacità di influenzare il territorio circostante (E. Jones, “Metropoli”, Donzelli Editore, Roma, 1993, pag. 22-24).

 

Attrazione

Le tante luci della città attirano le persone, possono incantare le mille offerte dei negozi, delle agenzie, delle imprese. Se in città c’è un gran movimento di persone, di automezzi, nella metropoli tutto è moltiplicato, dilatato.

L’afflusso di gente e di merci, in entrata e in uscita, indica una misura dell’importanza della città che diventa, o lo è già, una metropoli. Il lavoro si è evoluto verso l’offerta di servizi diversificati e di ogni genere.

Ma non solo, in quanto l’offerta culturale e artistica contribuisce a donare maggior valore all’ambiente metropolitano. Pensiamo a Broadway nella metropoli di New York, alla zona del “Moulin rouge” di Parigi. Ogni metropoli di respiro internazionale possiede propri quartieri che offrono particolari opportunità di quel tipo.

Le più famose metropoli del mondo esprimono bene il significato di sede dirigenziale e punto di riferimento delle leadership nazionali (potere e interessi economici).

 

Opportunità

Coloro che scelgono consapevolmente di trasferirsi in una metropoli, intendono coglierne le opportunità sociali, occupazionali e di altro genere. E’ possibile che abbiano lasciato piccole città o paesi rurali perché quegli ambienti parevano loro troppo stretti.

L’urbanizzazione non denota più solo il processo mediante il quale delle persone sono attirate in un posto chiamato città ed incorporate nel suo sistema di vita. Essa si riferisce anche a quell’accentuarsi cumulativo dei caratteri peculiari del modo di vivere associato allo sviluppo delle città ed infine ai mutamenti in direzione dei modi di vita riconosciuti come urbani che si manifestano tra le persone, dovunque esse si trovino, affascinate dall’influsso che la città esercita mediante la forza delle proprie istituzioni e personalità, che agiscono attraverso i mezzi di comunicazione e di trasporto” (L. Wirth, “L’urbanesimo come modo di vita”, Armando Editore, Roma, 1998, pag. 64).

La vita in città (e nella metropoli) è per molti individui affascinante, attraente, proprio per il suo carattere sociale. Tuttavia è anche vero il contrario: talune persone scelgono una metropoli per l’anonimato e l’impersonalità delle relazioni sociali, i cosiddetti contatti secondari (L. Wirth, “L’urbanesimo come modo di vita”, Armando Editore, Roma, 1998, pag. 73-74; P. Perulli, “Atlante metropolitano”, Il Mulino, Bologna, 1992, pag. 69).

 

Metropolizzato

A questo punto della nostra riflessione, possiamo introdurre il termine metropolizzato e riferirlo a luoghi e persone che vi abitano o vi si recano, i cosiddetti “city users” (G. Martinotti, “Metropoli”, Il Mulino, Bologna, 1993, pag. 146, 168).

I luoghi urbani inglobati a vario titolo nella metropoli ne diventano parte integrante e beneficiano di tutte le sue opportunità.

L’ambiente urbano metropolizzato, però, conserva anche le sue caratteristiche preesistenti, come ad esempio la vocazione artigianale, o terziaria, o di dormitorio.

Le persone si metropolizzano, diventano metropolizzate, o metropolitane per usare un termine più famigliare.

Uomini e donne residenti nella metropoli fruiscono appieno delle sue opportunità, ne assumono lo stile di vita.

 

Vita metropolitana (o metropolizzata)

Vivere nella metropoli pone dei “rischi” a coloro che desiderano coglierne appieno tutte le sfaccettature.

L’ambiente urbano metropolitano offre libertà, individualismo, stimoli di ogni genere, ispirazioni intellettuali e commerciali. L’attività nervosa è ampiamente intensificata, i rapporti sociali sono potenzialmente senza limiti. La metropoli ha i tempi del commercio, del denaro, la maggioranza delle relazioni sono “quantificate” secondo il metro monetario.

Gli individui sono sottoposti alla deriva “blasé”: “(…) questo carattere è conseguenza di quella rapida successione e di quella fitta concentrazione di stimoli nervosi contraddittori, dai quali ci è sembrato derivare anche l’aumento dell’intellettualismo metropolitano; tanto è vero che le persone sciocche e naturalmente prive di vita intellettuale non tendono affatto a essere blasé” (G. Simmel, “Le metropoli e la vita dello spirito”, Armando Editore, Roma, 1995, pag. 42).

 

Cosmopolitismo

Le tipiche metropoli, soprattutto le più famose, hanno una tale complessità sociale al loro interno da potersi fregiare del titolo di cosmopolite: i loro abitanti provengono da quasi tutte le zone del Mondo, quasi tutti i Continenti del Globo hanno propri rappresentanti che vi soggiornano per lavoro, per turismo o per semplice passaggio (Londra, Berlino, Mosca, New York, Sidney, Tokyo).

 

Sensazione metropolitana, effetto cosmopolita

Le persone, che respirano l’aria metropolitana e che ne hanno fatto proprio lo stile di vita, rappresentano un modello ispiratore per altre di loro in altre parti del mondo.

I mezzi di comunicazione di massa divulgano da anni l’immagine delle persone e dei luoghi metropolizzati e cosmopoliti, ne comunicano le caratteristiche attraverso pellicole, serie TV e documentari. L’uomo metropolitano è un ritratto molto noto, che per certe persone può diventare un simbolo, un obiettivo da raggiungere.

Il desiderio o il sogno della metropoli: prima arrivarci, poi insediarvisi, infine integrarsi al suo interno assumendone lo stile di vita.

 

Vasta area urbana

Lontano dalla metropoli, la sua eco potrebbe quindi essere udibile. Esistono vaste zone urbane che unite tra loro potrebbero riprodurre le caratteristiche della metropoli classica. All’interno di quelle vaste aree urbane si ascolta il rumore tipico della metropoli.

In quelle vaste aree urbane, le persone vivono come se fossero dentro una metropoli.

Nei moderni insediamenti urbani, di piccole o grandi province, si perdono le delimitazioni nette tra un comune e l’altro. Anni fa, paesi e piccole città erano separate seccamente da ampie zone di campagna, che ne fungevano da confini rurali/urbani.

L’urbanizzazione di ampie fasce rurali ha collegato tra loro le città, il cui risultato è la vasta area urbana apparentemente omogenea, con numeri di residenti degni di una grande città. (P. Coppola, a cura di, “Geografia politica delle regioni italiane”, Einaudi, Torino, 1997, pag. 89-92, 104)

 

Vocazione metropolitana

Quando i comuni e le città limitrofe dimostrano di possedere unione di intenti, di volontà economica, di sviluppo, di leadership, di attrazione entro un’ampia fascia limitrofa, di promozione culturale, è possibile che si sviluppi una vocazione metropolitana vera e propria. In questo caso, “il concetto di regione metropolitana può rivelarsi molto più realistico di quello di metropoli” (E. Jones, “Metropoli”, Donzelli Editore, Roma, 1993, pag. 19), anche se il significato a noi pare analogo.

 

Esempi di sensazione metropolitana

Abbiamo osservato almeno due esempi di aree urbane a vocazione metropolitana nel contesto emiliano romagnolo.

Una è la zona urbana del contesto bolognese, con tutte le città e i paesi della cintura limitrofa.

Bologna è capoluogo di provincia ma soprattutto di regione, di una delle più importanti regioni italiane: pertanto, manifesta autorità economica, politica, amministrativa e culturale, per via della secolare università. Mentre si percorrono le strade a Nord e verso Sud, si ha l’impressione che il territorio urbano attraversato sia coeso e unito da elementi comuni.

L’intera superficie urbana così disegnata e delimitata potrebbe avere i caratteri qualitativi e quantitativi per aspirare a essere una realtà genuinamente metropolitana.

Il secondo esempio che riportiamo riguarda l’area urbana romagnola, che include le città della fascia adriatica da Ravenna a Rimini.

Durante la festa estiva per eccellenza, chiamata la “Notte Rosa”, la grande area urbana dell’Adriatico romagnolo assume le vesti di una metropoli, con numeri economici e di attrazione considerevoli.

La vocazione cosmopolita dell’ospitalità romagnola e le sue proposte culturali offrono una reale sensazione metropolitana ai turisti, ai city users, ai residenti.

 

Sensazione o illusione?

Le persone incluse nella vasta area urbana potrebbero avere la sensazione di vivere dentro una metropoli, probabilmente alcune di loro potrebbero avere quella illusione. L’aumento vertiginoso delle opportunità, degli stimoli intellettuali, i tempi ridotti per le varie attività quotidiane possono dare l’impressione di essere già in una metropoli come Milano o Roma.

 

 

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