La parabola del consulente

Il consulente di comunicazione e vendita è un esperto del sociale

 

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Il consulente di comunicazione

 

 

Il consulente

Nel nostro Paese il consulente è una figura professionale (o pseudo tale) appartenente a numerose categorie merceologiche: dalla sfera degli specialisti amministrativi (commercialisti, esperti tributari, eccetera), a quella degli specialisti tecnici (progettisti, direttori di cantiere, designers, ingegneri).

Esistono poi consulenti che non si possono includere nelle categorie precedenti, si occupano di comunicazione, formazione, vendita, immagine.

Quali servizi offrono al mercato?

Offrono servizi immateriali che vogliamo chiamare non specialistici, in sostanza forniscono consigli su come migliorare la “performance” personale e aziendale secondo la prospettiva interazionale. La consulenza è di gruppo e personalizzabile.

 

Il sociale inteso come interazione: “net-working

Il consulente aziendale non specialistico si occupa di relazioni: in particolare, il consulente di vendita si impegna a istruire gli uomini d’azienda affinché migliorino la comunicazione interna ed esterna.

Il consulente di immagine offre un servizio teso al miglioramento della rappresentazione personale in pubblico: abbigliamento, presentazione, postura, comunicazione non verbale.

L’orientamento principale è fare “net-working”, significa stabilire relazioni proficue con altri operatori (individuali, commerciali, aziendali), che consentano di raggiungere obiettivi di profitto.

Senza buone/ottime relazioni sociali, è molto difficile restare su un qualsiasi mercato.

 

Il consulente è un esperto del sociale

Per insegnare a vendere, a rappresentarsi ossia a comunicare, il consulente deve naturalmente conoscere il sociale. Egli comprende la divisione tra pubblico e privato, conosce la drammaturgia comunicativa, si serve della recitazione in pubblico.

Il sociale è un grande spettacolo, in cui le persone recitano una parte in pubblico, raccontano storie personali, interagiscono con altri individui in vista di obiettivi; nel contesto professionale si tratta di obiettivi economici.

Il consulente ha bisogno di una fitta rete di contatti, di relazioni sociali per ottenere dei risultati professionali: conoscenze portano altre conoscenze, si moltiplicano le opportunità di lavoro.

 

I prodotti offerti dal consulente

Il consulente di cui parliamo non offre servizi di carattere prettamente tecnico (come ad esempio assistenza per la dichiarazione dei redditi o per l’acquisto di un capannone industriale), bensì vende corsi di formazione.

Esempi sono: “La comunicazione vincente”, “Comunicare e vendere”, “Vendere con la PNL” (Programmazione Neuro Linguistica), “Parlare in pubblico”, “Imparare a selezionare il personale”, “Vendere in modo onesto”, “Diventare Team Leader”, “Comunicazione assertiva”, “Comunicazione e linguaggio del corpo”, “Gestire al meglio il tempo in azienda”, “Impara a gestire i conflitti in azienda”, “Usa Facebook per il tuo business”. Eccetera, eccetera, eccetera.

Sulla rete esistono decine di siti che pubblicizzano numerosi corsi di comunicazione e vendita, i cui promotori organizzano e gestiscono anche dentro le aziende.

 

Il consulente è un buon comunicatore

Non siamo tutti in grado di condurre lezioni in aula, soprattutto di fronte a una platea di professionisti. Nel caso del consulente di vendita e comunicazione, deve essere oggettiva la capacità di parlare in pubblico, di tenere viva l’attenzione della platea.

Il consulente è almeno un buon comunicatore: conosce le tecniche di comunicazione, conosce la comunicazione verbale e non verbale, usa con perizia le pause nei discorsi, dosa la voce, ne alza e abbassa il tono, usa le parole giuste per attirare l’attenzione degli ascoltatori.

In pratica, il consulente deve convincere i suoi corsisti della bontà di ciò che offre: la comunicazione è tutto.

 

Il consulente si presenta

La pubblicità è l’anima del commercio” recita un ormai antico proverbio che, tuttavia, mantiene la sua eterna validità.

Per farsi conoscere, il consulente di vendita e di comunicazione ha bisogno della pubblicità.

Le nuove tecnologie e i social media offrono illimitate opportunità ai professionisti della consulenza. Creano un sito web (o un Blog), aprono pagine sui Social Network, allestiscono Mailing lists con le quali inondano letteralmente la rete di messaggi pubblicitari, con mirabolanti soluzioni per i mali comunicativi delle aziende.

Imprescindibile è la pagina dove il consulente si presenta: racconta cosa ha fatto di buono (i risultati di lavoro, consulenze importanti presso grandi aziende), cosa ha studiato; solitamente racconta un fatto personale che ha creato una rottura rispetto alle esperienze precedenti; c’è quasi sempre un’illuminazione, una folgorazione di tipo pseudo mistico che ha cambiato gli orizzonti personali e professionali.

Infine, la chiosa sottolineata a caratteri grandiosi, con la quale egli certifica la professionalità di grande esperto nazionale di comunicazione.

 

Tenere alta l’attenzione

Il consulente di comunicazione e vendita sa che il web non dorme mai, pertanto deve mantenere sempre viva l’attenzione del pubblico verso di sé.

Esattamente come i politici, che mantengono viva la comunicazione diffondendo contenuti in continuazione, il consulente scrive articoli, scrive “posts” sui Social Network, invia e-mail con le sue proposte di formazione.

Seguimi!” oppure “Vieni anche tu!” o ancora “Non puoi perdere questo corso!” sono esempi di sollecitazioni sempre incluse nei messaggi: se nessuno si presenta agli eventi il giochino del consulente si blocca immediatamente.

 

La consulenza è nata negli USA

Coaching, formazione, motivazione personale, Net-working. Queste parole ricorrono spesso nell’offerta consulenziale, si trovano tante parole mutuate dalla lingua inglese.

Il “Counseling” e il “Coaching” sono nati negli Stati Uniti d’America, poi si sono diffusi in tutto l’Occidente, con tempi diversi.

La consulenza comunicativa ha avuto un grandissimo successo negli USA, numerosi personaggi di diversa estrazione vi si sono dedicati con alterne fortune.

Uno dei Couch più famosi è Anthony Robbins, i cui libri e corsi dal vivo hanno fatto presenza costante nel panorama italiano.

 

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Anthony Robbins: il consulente di comunicazione

 

 

Il bisogno di comunicare

Se negli anni sessanta e settanta del ‘900, personaggi ultra famosi come i Beatles andavano in India a visitare i capi delle varie sette indù, per raggiungere il benessere psico fisico, per ottenere le beatitudini, il settimo cielo grazie alla meditazione, non dobbiamo stupirci se anche nei decenni a seguire, molte persone si sono rivolte agli specialisti della comunicazione. I santoni indù offrivano la loro interpretazione della migliore comunicazione umana.

Nessun uomo è un isola” scriveva Thomas Merton nel suo saggio fondamentale del 1955, tutte le persone hanno necessità di stare in compagnia e di comunicare.

Dopo avere soddisfatto la necessità del comunicare come fatto umano, la comunicazione è diventata un’attività economica, professionale, che genera profitto.

La comunicazione è parte integrante della vita sociale, al netto di tutto possiamo dire che la comunicazione è componente essenziale del sociale: parte della dicotomia personale/individuale e pubblico/collettivo.

 

Inventarsi una professione

Senza retorica, siamo convinti che la professione del consulente di vendita e comunicazione sia una soluzione personalizzata, per uscire dalla crisi economica. E’ vero che i consulenti di quel genere esistevano anche prima della crisi economica partita nel 2008. Nonostante ciò, notiamo un aumento delle offerte consulenziali sui Social Network, l’impressione è proprio che sempre più persone si buttino nel settore della consulenza di comunicazione, per carenze nei normali vettori occupazionali.

Verificare il percorso di studi e professionale degli auto dichiarati consulenti può evitare al pubblico di affidarsi alle mani di persone non adeguate al ruolo, o addirittura del tutto incapaci.

 

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Il consulente in azione

 

 

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