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Distanziamento sociale

Dall’opportunità all’obbligo, la distanza tra le persone diventa un problema

 

 

distanziamento sociale
Distanziamento sociale per motivi sanitari

 

 

La relazione

La comunicazione umana è un meccanismo a grande complessità, esprime grande fascino e numerose incognite; altrettanto numerosi sono gli studiosi che vi dedicano tempo e risorse.

Le persone comunicano sempre e comunque, inviano informazioni agli altri in modo verbale, non verbale, tramite la prossemica. “L’interazione sociale dipende dalla comunicazione” (M. Rizzardi).

La società umana non può vivere indipendentemente dal sociale, ossia dalle relazioni tra le persone. Il sociale è lo scambio a qualsiasi livello, è aggregazione, non si può prescindere da esso.

 

Contesti estremi

Consciamente o meno, tutti sanno che comunicare con altre persone prevede regole e rituali (Goffman). In contesti sociali particolari, le regole della comunicazione interpersonale e pubblica potrebbero subire delle modifiche.

Per esempio in stato di guerra, le interazioni sono ridotte o persino interrotte nei confronti dei corpi militari di occupazione e verso i cosiddetti collaborazionisti.

Le persone limitano i contatti, aumentano le distanze verso gli altri.

 

Agenti patogeni minacciano il sociale

Nel passato, remoto o relativamente recente, le epidemie di vario genere hanno obbligato le persone a modificare le proprie abitudini e comportamenti sociali (di lavoro, sociali in generale), per evitare di contrarre il contagio in atto.

Nel novembre del 2002, nella provincia cinese del Guangdong, fu scoperto il virus noto come SARS (Severe acute respiratory syndrome), che si diffuse in tutto il sud est asiatico fino all’agosto del 2003. Si è trattato di un epidemia virale particolarmente grave, che ha minacciato vaste aree, urbane e rurali. Anche in quel caso, le persone che abitavano negli ambienti sottoposti al contagio sono state costrette a ridurre i contatti con chiunque.

Lo stesso scenario sociale si sta riproponendo in queste settimane, a causa del famosissimo corona virus Covid-19, scoperto in Cina nel dicembre 2019, che poi si è trasferito ovunque nel mondo, grazie ai mezzi della globalizzazione e alle probabili negligenze nei controlli.

 

Da ieri (3 marzo 2020) conosciamo le nuove regole ipotizzate dal comitato tecnico scientifico per proteggersi da Coronavirus – Covid19.

“Sono regole ragionevoli, pure dal punto di vista del buon senso, oltre ad avere ovviamente delle ragioni scientifiche e sanitarie. Distanziamento sociale è il concetto chiave e necessario, per contenere e difendersi da Coronavirus – Covid19. Così come evitare tutte le manifestazioni pubbliche e gli assembramenti o affollamenti di persone. E il tenere una distanza adeguata – ideale sarebbe un paio di metri – dagli altri, per evitare contagi. Mentre è opportuno che le persone anziane restino a casa.”

 

(12 marzo 2009) L’evoluzione della resistenza e del trattamento dell’influenza

“La comprensione della biologia e dell’epidemiologia dell’influenza è progredita notevolmente: tuttavia, la diffusione globale di ceppi virali oseltamivir-resistenti è stata una vera sorpresa per la comunità scientifica. Un editoriale pubblicato su Jama a marzo 2009 raccoglie gli ultimi studi disponibili sull’evoluzione della resistenza ai farmaci e sui più recenti trattamenti dell’influenza.

Al momento, i migliori strumenti per mitigare l’influenza sono la vaccinazione, le misure di distanziamento sociale, il lavaggio delle mani e le norme igienico-sanitarie di base.”

 

Distanziamento sociale

L’attuale parola d’ordine è distanziamento sociale, ossia una doverosa imposizione di carattere sanitario, che servirebbe a ridurre la veicolazione del contagio tra le persone. Il distanziamento sociale impone di aumentare e mantenere la distanza nei confronti di chiunque, conoscente o sconosciuto, parente o amico.

Le misure (“nuove regole”) sulla distanza sociale obbligatoria sono state divulgate con decreto, ripreso poi dagli organi di stampa:

Mantenere una distanza di almeno un metro dalle altre persone, salutarsi da lontano senza baci, abbracci o strette di mano, evitare i luoghi affollati, non uscire anche se si ha soltanto un po’ di febbre e non c’è alcun sospetto di aver contratto la malattia, rimanere a casa se si hanno più di 75 anni oppure 65 ma non si è in buona salute”.

 

La prassi sociale della distanza nelle interazioni

Sicuramente non desideriamo entrare nel merito dei provvedimenti assunti a favore della salute pubblica, ci interessa invece indagare sulla costruzione della distanza tra le persone.

Le scienze sociali studiano da sempre la distanza quale componente della comunicazione (prossemica). Esistono diversi tipi di distanza, in relazione al tipo di interazione (natura della relazione) che si desidera sviluppare:

  • distanza intima
  • distanza personale
  • distanza sociale
  • distanza pubblica.

 

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La distanza intima va da zero a 50 centimetri circa, tra le persone coinvolte nella comunicazione. Si tratta della prossimità interpersonale appunta detta intima, che include l’affetto, il conforto, la protezione, ma anche l’aggressione e il combattimento.

La distanza personale va da 50 centimetri a un metro e mezzo, è aperta alle persone meglio conosciute e fidate, agli amici e a coloro con cui si condividono interessi particolari. Entro un metro e mezzo di distanza è possibile avvicinarsi e afferrare qualcuno, o semplicemente toccare le sue mani.

Segue la distanza sociale, che per sua natura disegna lo spazio dentro al quale le persone creano le proprie interazioni, positive e negative. Essa parte da un metro e mezzo e si allunga fino a tre metri e mezzo dalle persone coinvolte nei rapporti sociali (lavoro, incontro occasionale).

La distanza pubblica si sviluppa oltre i tre metri e mezzo lontano dalle persone, arrivando fino ai sette metri e mezzo, secondo gli studi di psicologia sociale. Si tratta dell’area che ingloba i rapporti di carattere fortemente informale, dove si osservano gli estranei e li si mantiene sotto controllo.

 

La distanza limita o favorisce le relazioni

Si può facilmente intuire che le indicazioni/regole, imposte dalle autorità sanitarie e governative in merito al distanziamento sociale, vadano nella direzione di limitare le interazioni personali.

Se non è possibile stare a meno di un metro da qualcuno, semplicemente non è possibile fare sport, vedere gli amici in parrocchia, a scuola, in libreria.

Nell’era della globalizzazione imperante, è bastato un minuscolo essere biologico chiamato virus, per condizionare in modo preoccupante le già precarie situazioni osservabili nella moderna società urbana post industriale.

 

Coronavirus cosmopolita

Nella fattispecie, il virus Covid-19 “Coronavirus” si è spostato praticamente in tutto il globo terrestre, utilizzando i mezzi di trasporto offerti dalla moderna globalizzazione, riuscendo a far parlare di sé su ogni organo di stampa, mentre mieteva (e continua a farlo) vittime ovunque.

Anche il Covid-19 si può benissimo definire cosmopolita: ha ignorato qualsiasi frontiera, non ha fatto eccezioni per nessuno. Ha percorso una grande distanza, globale, per poi costringere tutti noi ad allungare le nostre distanze personali, con il distanziamento sociale.

 

 

 

Nota bibliografica

Coloro che desiderano avere i riferimenti bibliografici, su cui sono basate le riflessioni contenute in questo contributo, sono pregati di mandare una richiesta scritta utilizzando il modulo dei contatti.

Grazie.

 

 

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Pubblicato da Il Sociale Pensa

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