Foglie rosse, frutti d’autunno

Autunno, la stagione più tradizionalista

 

 

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foglie rosse, frutti d’autunno

 

 

Il vento annuncia questa nuova stagione, quando il suo soffio perde il calore dei mesi estivi. Le ore di mattina diventano più fredde. La campagna è testimone del mutamento, molto gentile e silenzioso. Molte specie di alberi rendono gialle e poi rosse le proprie foglie, altri le colorano dal rosso al marrone.

Ecco l’autunno, dal rango di stagione è sempre regredito, suo malgrado, al rango di mezza stagione. L’autunno sta nel mezzo, per umano decreto, tra due stagioni di più alto profilo. E’ vero che l’autunno prepara l’avvento dell’inverno, il più temibile dei periodi dell’anno, ma a differenza di quest’ultimo offre molti più frutti naturali. L’autunno è nel mezzo, crea un passaggio tra il caldo torrido dell’estate e il freddo dell’inverno, ma di lui ormai più nessuno si ricorda a dovere. L’autunno è tradizionalista, conserva la memoria del lavoro dell’uomo, compiuto durante i mesi più caldi. Si parla del lavoro tradizionale ovviamente, il lavoro agricolo. La campagna da sempre scandisce il tempo e il lavoro, indica le stagioni e ne verifica i frutti. L’autunno è buon amico della campagna, da sempre. L’autunno porge il tempo giusto per i raccolti e il loro stivaggio. L’autunno concede all’uomo il riposo dopo le fatiche estive, gli permette di vedere i frutti del suo lavoro.

La tavola si copre di colori e profumi vivaci e particolari. Beato il contadino che beneficia ancora di questi bei momenti. Abbiamo l’uva e il mosto, le mele, le pere, le nespole, le mele cotogne, le castagne, le zucche. Abbiamo il prodotto della lavorazione di ciò che è stato raccolto durante l’estate. Ci sono le conserve, i dolci fatti in casa, c’è il vino nuovo.

Ci sono le persone, con cui condividere tutto questo. E’ amabile la visita in campagna di parenti e amici. E’ incantevole passeggiare sotto gli alberi che si stanno preparando al loro sonno invernale. Che colori, quei colori che invitano a lasciarsi trasportare dalla poesia autunnale. La pioggia, si sa, è di casa in questo periodo, val la pena di farsene una ragione.

Chi possiede una stufa a legna mostra ben volentieri la sua personale catasta, sarà sollievo nelle ore più fredde. Il riscaldamento tradizionale e più economico è la legna, che ci sia un camino o meglio una stufa. L’autunno invita ad accendere un focherello per scaldarsi, siamo ancora nella stagione di mezzo. La domenica intorno alla stufa si chiacchiera per bene, mentre sopra di essa si cuociono le castagne. Il pranzo è un recente ricordo, non perdiamo tuttavia il piacere delle parole in questo lieve tepore. Le parole tra i nostri muri sono la nostra tradizione. Le parole al caldo della stufa legano le persone.

In autunno era bello vedere la nonna indossare per prima lo scialle di lana. Era bello far visita al nonno nella sua cantina. Era bello vedere la mamma lavorare ai ferri la lana per fare i maglioni. Era bello vedere il babbo che potava la siepe. In autunno era bello anche studiare, era bello andare a giocare a pallone o correre nei campi. L’autunno era bello forse anche quando era brutto.

L’autunno è bello anche adesso, nonostante di alcune persone rimangano solo i ricordi.

Corriere Cesenate 29-09-2016
Corriere Cesenate 29-09-2016

 

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