La politica: seconda parte

La politica è un sistema sociale camaleontico

Seconda parte: istruzioni per l’uso

 

Parlamento italiano
Politica italiana

 

La politica è impopolare

La politica in Italia non gode di popolarità a causa di precisi comportamenti che le vengono attribuiti: corruzione, furto, assenteismo, immoralità, ingordigia, privilegi assortiti, arroganza, menzogna.

E’ chiaro e ovvio che questi comportamenti non siano generalizzabili a tutti i membri della classe politica. Tuttavia, la gravità dei reati perpetrati da alcuni politici, raccontati dalla stampa, nonché la loro alta risonanza, danno l’impressione che effettivamente il malaffare sia una prassi comune a tutta la classe.

 

Elementi distintivi

1. Il sistema della politica è autoreferenziale e autopoietico.

Autoreferenziale, perché si riferisce soltanto a sé stesso, senza accettare condizionamenti dall’esterno, per esempio dalla società civile, dal “paese reale”;

Autopoietico, perché la politica produce e riproduce al suo interno gli elementi e le operazioni (di potere) che le permettono di sopravvivere e riprodursi, senza dovere dipendere da nessun’altro; (C. Baraldi, G. Corsi, E. Esposito, “Luhmann in glossario”, Franco Angeli, Milano, 1996, pag. 53 e 57).

2. In relazione al punto precedente, si capisce che entrare in politica non è facile: è necessario disporre di contatti e relazioni forti, conoscerne a fondo le caratteristiche, il linguaggio, i meccanismi.

3. Il sistema politico ha l’abitudine di interferire con gli altri sistemi sociali, come l’economia, il mercato del lavoro, il sistema giuridico, eccetera. In particolare, la politica ama allacciare rapporti molto stretti con i vari settori economici, facendo accordi di scambio e condizionandone l’andamento.

4. Il sistema politico riserva ai propri “agenti” lauti compensi, non in linea con i salari normali del sistema economico, ma anche non allineati con il genere di produzione occupazionale che genera.     I compensi e i trattamenti pensionistici (i famigerati “vitalizi”) assegnati ai parlamentari sono giudicati all’unanimità come esagerati.

 

Pesi e contrappesi

All’interno del suo sistema, la Politica utilizza meccanismi e strategie specifici, che nel secolo scorso Giolitti definì come il “sistema dei pesi e dei contrappesi”.

L’attuazione di questo meccanismo consiste nel controbilanciare un provvedimento gradito ad uno schieramento con un altro gradito allo schieramento avversario. Dare per ottenere, scambiare, senza preoccuparsi del proprio panorama ideologico.

La politica italiana è sempre rimasta elitaria, distante dalla realtà della Nazione. Il clientelismo e il nepotismo hanno favorito il fiorire di consuetudini legate allo scambio, alla non meritocrazia.

La Gazzetta del Mezzogiorno

 

La casta

La definizione “casta”, accollata alla politica italiana, si riferisce ad un libro inchiesta del 2007 scritto dai giornalisti S. Rizzo e G.A. Stella del Corriere della Sera. Il testo sulla “casta” è diventato in fretta un best seller, perché illumina e descrive sprechi, scandali, privilegi ingiustificati della politica italiana. La definizione “casta” è stata subito assunta nell’uso comune per identificare una classe sociale egoista e sprecona, distaccata dal resto del Paese.

la casta
2007

Ne è scaturito un dibattito, che intendeva promuovere una seria riflessione sulle ingiustizie promosse dal sistema politico a proprio favore e a netto danno dei cittadini definiti normali. Alcuni rappresentanti politici hanno marchiato queste riflessioni come “rappresentazioni della più becera anti-politica” e “demagogia”, senza però considerare che chi alimenta l’anti-politica sono proprio gli stessi membri devianti del sistema politico.

Nei cittadini si può scorgere il grande bisogno di giustizia sociale e non di anti-politica fine a sé stessa.

Wikipedia – la Casta

L’antipolitica

 

Auto difesa della politica

La Politica non è abituata a fare pulizia al proprio interno, eliminando dal proprio corpo gli elementi virali “malati”. Al contrario, il sistema politico difende e trattiene al suo interno a oltranza ogni suo membro, talvolta ostinandosi a contestare la realtà dei fatti, come ad esempio le prove giudiziarie e le testimonianze. Gli esempi sono molteplici, basta fare una ricerca sui principali giornali per ottenere informazioni utili.

Politici condannati

 

La politica è un camaleonte

La politica è un camaleonte, cambia pelle e colore per adattarsi all’ambiente sociale e storico che la ospita. Si trasforma nel volto senza perder la sostanza: perpetuare sé stessa, senza perdere i propri privilegi. Nel secolo XIX la Politica era animata da grandi ideali ideologici, che purtroppo dal secondo dopoguerra sono stati messi nel dimenticatoio.

Dopo “Tangentopoli” degli anni ’90, i partiti politici hanno cambiato nomi ma non la sostanza della loro azione né le persone, adattando l’attività legislativa alle proprie esigenze.

 

Due semplici esempi di mutamento camaleontico

Prima c’è stata la DC (Democrazia cristiana 1942-1994), poi scissa in PPI (Partito popolare italiano 1994-2002) e CCD (Centro cristiano democratico 1994-2002), quindi UDC (Unione dei democratici cristiani e di centro 2002-2008), infine UC (Unione di centro dal 2008).

Dal PCI (Partito Comunista italiano 1921-1991) al PDS (Partito democratico della sinistra 1991-1998), poi DS (Democratici di sinistra 1998-2007), infine PD (Partito democratico dal 2007).

 

Conclusioni

Il sistema politico è parte integrante della società nazionale, pertanto la politica non può esserne esclusa.

Esistono anche attualmente uomini della politica onesti,  che lavorano nel pieno rispetto della legge. E’ su queste risorse umane che si deve fare leva, affinché il sistema politico assuma pratiche di pulizia interna concrete e profonde.

La legalità, il rispetto della legge devono essere principi sempre presenti davanti agli occhi di chi amministra la Nazione e i servizi per i cittadini.

La “questione morale” è agitata da alcuni come uno spauracchio che porta essenzialmente alla gogna sulla pubblica piazza. In questo modo si alimenta soltanto un gran polverone senza arrivare alla sostanza del problema.

L’Espresso – la questione morale

La politica deve assumere un codice deontologico vincolante per i suoi membri, in cui trovino posto le istanze di giustizia sociale che arrivano dai semplici cittadini, in particolare da parte delle classi sociali più deboli, penalizzate nell’ottenimento di risorse utili come un’occupazione.

 

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