La paura e il tempo

 

Il tempo della paura

 

La Paura
La paura

 

 

Agitare gli spettri della paura

Il nemico è la paura. Si pensa che sia l’odio; ma, è la paura”. (Gandhi)

Un giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno”. (Martin Luther King Jr)

La paura è la via per il Lato Oscuro. La paura conduce all’ira, l’ira all’odio; l’odio conduce alla sofferenza. Ah… Io sento in te molta paura”. (Yoda – Guerre Stellari – La minaccia fantasma)

 

 

Gli spettri della paura nel tempo

Durante i secoli, gli spettri si sono dati il cambio per rinnovare l’emozione più forte che si conosca: la paura.

Le montagne russe, i film horror, le storie di fantasmi eccetera, sono solo innocue induzioni dell’emozione forte per eccellenza.

Nella sua essenza più genuina, la paura ha assunto l’immagine di uno spettro che ha terrorizzato intere popolazioni, attraverso i secoli.

Lo spettro della paura ha preso nomi diversi in corrispondenza dei bisogni delle persone, ma anche in base agli accadimenti. Saltellare nei secoli, avanti e indietro, permette di creare un elenco molto lungo di spettri, ognuno dei quali ha una sua storia: la morte, la guerra, l’ignoto, il buio, il futuro, il passato, la solitudine.

Più nello specifico, il tempo ha consegnato spettri spaventevolmente famosi: la fine del mondo, l’inquisizione, il comunismo, il nazismo, la peste, la carestia, la disoccupazione, il terrorismo.

“(…) la paura è, oggi come nel passato, lo specchio in cui si riflettono tematiche piccole e grandi, minacce quotidiane che toccano i singoli individui e ombre più vaste che incombono sulle comunità.”

La paura, diceva Darwin, è un’emozione che accomuna le varie specie in quanto permette di prefigurare il pericolo ed eventualmente di sottrarvisi: essa è utile, ha un carattere di adattamento e fa capo ad un meccanismo di salvaguardia più innato che appreso, evidente fin dalle prime fasi della vita.”

Il sistema nervoso di un individuo si ‘attiva’ di fronte a degli stimoli minacciosi; tuttavia non è soltanto in presenza di un pericolo ma anche l’assenza di una realtà rassicurante a produrre allarme o smarrimento. L’isolamento, l’esser soli, rappresentano un ‘indizio di pericolo in tutti i mammiferi e tale è stato nella nostra specie fin dai lontani precursori dell’uomo moderno.” (A. O. Ferraris “L’assedio della paura”, Editori Riuniti, Roma, 1983, pag. 9-10)

 

Paura o terrore?

Terrore: “Sentimento di forte sgomento, di intensa paura”, Dizionario Garzanti della Lingua Italiana, 1981.

La paura non è necessariamente e totalmente negativa, è un campanello d’allarme che viene in aiuto all’individuo, in situazioni pericolose o rischiose. E’ chiaro che un eccesso di paura porta a un eccesso di reazione.

La paura è un fattore di carattere storico, nel tempo si è resa protagonista di azioni e reazioni. Talvolta si è trattato di reazioni moderate, in altri casi di azioni eccessive.

La paura è stata usata in modo esplicito da gruppi diversi e di diversa ideologia. La paura è un meccanismo psicologico tanto immediato quanto semplice da imparare. L’uomo ha usato la paura come una leva per ottenere potere sulle altre persone, per soggiogarle.

Nel Medioevo sono fioccate le paure generate dall’ignoranza più nera e malvagia: il demonio, la guerra, la povertà.

Con l’avvento dell’anno Mille, dilagò una leggenda che prendeva spunto da un passo dell’Apocalisse secondo Giovanni (20, 1-7). In base a quella leggenda, l’Anticristo sarebbe comparso sulla Terra e il mondo avrebbe visto la sua fine. E’ uno dei più classici esempi di manipolazione psicologica per mezzo della paura indotta.

Con l’Illuminismo e il Rinascimento l’umanità si è gradualmente risollevata ed emancipata dalle paure causate dall’ignoranza. Salvo però, poi, scoprire che le paure potevano assumere forme nuove, ma con gli stessi meccanismi già sperimentati. Razionalità contro visione magica, conoscenza dei meccanismi naturali e psicologici contro l’abbandono all’ignoranza rispetto ai fatti.

 

Lo spettro comunista

Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro del comunismo”. (Karl Marx, “Il manifesto del partito comunista”, 1848)

Il comunismo ha rappresentato un vero e proprio spettro, a partire dalla guerra civile che è stata scatenata dopo la caduta degli Zar, nella rivoluzione d’ottobre del 1917 in Russia. Da una parte il bolscevismo/comunismo dall’altra gli oppositori (i cosiddetti bianchi), si sono trovati di fronte al terrore di una fase nuova, che però non permetteva di capire quale sarebbe stato l’epilogo. Dopo aver vinto la guerra civile e aver istituito l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche nel 1922, i bolscevichi/comunisti hanno instaurato un regime politico, economico e sociale che utilizzava anch’esso la paura come elemento di potere verso le popolazioni autoctone e straniere, queste ultime rese “satelliti” della nuova nazione.

(O. Figes “La tragedia di un popolo – la Rivoluzione Russa 1891-1924”, Casa Editrice Corbaccio, Milano, 1997)

(A. Wood “La rivoluzione russa”, Il Mulino, Bologna, 1999)

 

Il terrore nazista

Un altro esempio storico di paura indotta a scopo politico è dato dal cosiddetto “terrore nazista”: l’intero apparato creato dal regime nazista negli anni trenta del novecento, crollato con la fine della Seconda Guerra Mondiale. Il nazismo usava in modo scientifico la paura per soggiogare prima il popolo tedesco, poi mezza Europa, impiegando la propaganda e le repressioni perpetrate dalla Gestapo (polizia politica) e dalle truppe SS (soldati specializzati in rastrellamenti ed eliminazioni sistematiche). Migliaia di studiosi in tutto il mondo si sono dedicati a questi studi, contribuendo a illuminare alcune delle pagine più buie della storia mondiale contemporanea.

(E. A. Johnson, “Il terrore nazista”, Mondadori, Milano, 2001)

 

Catastrofe mondiale

Nonostante la divulgazione della conoscenza, a sempre più ampi strati della popolazione mondiale, sono ricomparse paure ingiustificate di carattere cabalistico, come la leggenda della fine del mondo prima all’alba dell’anno duemila, poi al 21 dicembre 2009 (profezia Maya).

Nel primo caso, il capodanno del 2000, si dava libero sfogo alla paura per il cosiddetto “baco del millennio”, un potente virus che avrebbe annientato i sistemi informatici dell’intero pianeta, anticipando la catastrofe dell’umanità.

Nel secondo caso, la profezia Maya avvertiva di un ipotetico slancio di energia spaziale convergente dal Sole alla Terra, tale da distruggerla.

In entrambi i casi, si sono registrati assembramenti di persone che paventavano quegli eventi infausti.

Gli argomenti “catastrofe”, “fine del mondo”, “evento naturale”, “paura” hanno fornito ottimi soggetti e sceneggiature all’industria cinematografica, soprattutto americana.

L’emozione della paura può essere collegata a fattori apparentemente più banali di quelli sopra citati. Ogni causa di minaccia alla vita quotidiana crea inquietudine e paura. E’ il caso della disoccupazione, la mancanza di un lavoro. Senza un lavoro, non si dispone delle risorse per sostenere sé stessi né la propria famiglia. La paura di non avere di che vivere può causare seri problemi alle persone, al pari della corrispondente concreta scarsità di risorse per la sopravvivenza. La disoccupazione è una forma globale di controllo sociale, di potere (A. O. Ferraris, “L’assedio della paura”, Editori Riuniti, Roma, 1983, pag. 80-82).

 

Il terrorismo moderno

Nel terzo millennio, ha preso posizione un fattore molto potente correlato alla paura: si tratta del terrorismo. “Il ricorso a mezzi spietatamente violenti e illegali nella lotta politica” (Dizionario Garzanti della Lingua Italiana, 1981).

L’uso di violenza illegittima, finalizzata a incutere terrore nei membri di una collettività organizzata e a destabilizzarne o restaurarne l’ordine, mediante azioni quali attentati, rapimenti, dirottamenti di aerei e simili.”

Treccani On-line

Il terrorismo è un argomento altamente complesso, in generale possiamo affermare che nel tempo attuale è diventato il modo consueto di lottare per una causa, o presunta tale.

In Italia il terrorismo ha caratterizzato oltre un decennio di lotte politiche, degenerate in decine di morti.

Il terrorismo di matrice islamica si è affacciato sulla scena politica internazionale dagli anni settanta, prima come comparsa poi come protagonista assoluto. E’ partito dal Medio Oriente, ora si è divulgato quasi all’intero pianeta (C. Panella, “Il libro nero dei regimi islamici”, Rizzoli, Milano, 2006).

 

Essendo imprevedibili, gli attacchi terroristici mirano a diffondere la paura nella popolazione; desiderano obbligare le persone a cambiare le proprie abitudini di vita. Il terrorismo è, probabilmente, il più vile e subdolo attacco alla società civile, qualunque sia l’ideologia che lo sorregge. Gli attentati terroristici non fanno distinzione tra civili e militari, non separano adulti e bambini, semplicemente vogliono destabilizzare la società presa di mira con la paura, colpendo nel mucchio.

La paura e il terrore sono parte integrante della vita umana, sin dagli albori della società. Tramite i semplici esempi storici presentati, si può comprendere la capacità di quell’emozione di tenere in scacco anche una moltitudine di persone.

Lo spettro della paura aleggia tuttora nel mondo, vestendo gli abiti dei terroristi.

 

Le fobie più comuni

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