Anziani

Panorama storico e sociale degli anziani

 

anziani
Anziani

 

Nelle culture tradizionali e antiche, gli anziani sono considerati la memoria della società. A loro è sempre stato riservato grande rispetto, hanno goduto della facoltà dell’ultima parola su tutte le questioni famigliari e collettive. “Nelle società tradizionali il passaggio allo status di anziano segnava spesso il raggiungimento del massimo prestigio che un individuo potesse raggiungere” (A. Giddens “Sociologia”, ed. Il Mulino, Bologna, pag. 93).

In questo senso, gli anziani erano considerati una risorsa, un bene comune da custodire e di cui essere fieri.

Gli anziani, per loro stessa definizione, sono dei sopravvissuti (E. Canetti “Massa e potere”, ed. Adelphi, Milano, pag. 299). Hanno attraversato indenni numerose primavere, magari hanno superato veri pericoli e rischi in favore proprio e della propria famiglia. Pericoli in relazione a ciò che la vita pone davanti ad ognuno suo malgrado; rischi ovvero le azioni che si intraprendono consapevolmente nonostante ci si trovi davanti a difficoltà anche grandi, per scelta personale. Gli anziani possono vantare un’esperienza commisurata alle imprese della loro vita, per tale motivo possono godere di un prestigio teoricamente senza eguali.

La storia dell’umanità insegna efficacemente quanto possa essere pericoloso e rischioso vivere tra guerre, persecuzioni, carestie, difficoltà varie. Cavarsela non è semplice, in ogni era. Ogni età storica consegna ai sopravvissuti l’alloro del prestigio sociale, il premio della vecchiaia.

Per esempio, chi è tornato a casa dalle due guerre mondiali rientra in questo gruppo. Giungere alla vecchiaia nel Medioevo può essere considerato un ottimo traguardo. Sicuramente il fattore fortuna aiuta a salvare la pelle, ma non è il solo che può spiegare i motivi della sopravvivenza. Chi possiede maggiori e migliori capacità di adattamento, chi è più scaltro e intelligente, chi è più forte fisicamente ha al suo attivo più alte possibilità di superare prove decisive per sé e per chi sta a lui vicino.

Nel nostro tempo, nel terzo millennio, le condizioni di vita sono state di gran lunga migliorate rispetto al ‘900 e ai secoli precedenti, non parliamo poi del Medioevo prima citato. La scienza medica ha fatto molti passi avanti, rendendo disponibili alla maggioranza opportunità di guarigione da molte malattie, ha migliorato le condizioni di vita ad un ampio panorama di persone. Si potrebbe dire che gli anziani degli anni duemila non sono più sottoposti alle pressioni di cento anni fa, alle patologie e alle sofferenze di “solo” un secolo fa. Lo stesso discorso vale per coloro che saranno anziani nei prossimi anni: le aspettative di vita e le condizioni generali dovrebbe andare verso un miglioramento costante.

Sulla base di questo ragionamento, forse gli anziani di oggi non si potrebbero identificare come sopravvissuti.

Considerare solo i fattori medici e simili non esaurisce il ragionamento, mancano le condizioni economiche e sociali. Il miglioramento di quelle condizioni, registrato dagli anni sessanta fino agli anni novanta, va a braccetto in termini di valore con il peggioramento delle stesse condizioni registrate negli anni successivi, arrivando al punto più basso coincidente con la crisi economica 2008-2015.

Dati ISTAT

L’Italia è il paese più vecchio d’Europa

La povertà si è allargata nella società italiana, inglobando anche parte di quella che i demografi chiamavano classe media.

Gli anziani di oggi sono a grande pericolo di povertà, solitudine, emarginazione. Chi non dispone di sostanze personali e famigliari (proprietà e risparmi) è in forte pericolo di povertà, perché con la “pensione sociale” o quella di “vecchiaia” non si può correre allo stesso passo dei prezzi di mercato.

Pensione sociale

Pensione di “vecchiaia”

Povertà in vecchiaia

La politica vede gli anziani soprattutto come voti elettorali sicuri, ma anche come un pozzo economico da cui attingere senza tanti complimenti. I trattamenti pensionistici riservati agli anziani non sono nemmeno paragonabili a quelli garantiti alla classe politica (vitalizi) e alle altre categorie, che non sono minimamente toccate dal principio contributivo per il calcolo dell’assegno mensile (le cosiddette pensioni d’oro).

E’ molto facile per la dirigenza nazionale trattenere risorse economiche a favore degli anziani, perché essi sono facilmente individuabili e non protestano troppo.

Dall’altro lato, la corruzione a qualsiasi livello sottrae importanti risorse per il Paese, con le quali si potrebbero aiutare tutte le fasce di popolazione indigente, anziani inclusi. La corruzione in Italia dilaga senza che la dirigenza riesca a fare (o voglia fare?) grandi passi per debellarla.

Il Sole 24 Ore: la corruzione in Italia

Secondo la prospettiva socio-economica gli anziani sono dei sopravvissuti anche nel terzo millennio.

Anziani, seconda parte

 

Salva

Precedente Una città normale Successivo Anziani, seconda parte

Rispondi